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Pensieri & Parole dal team di Active Media

Il 17 novembre 1966 nasceva Jeff Buckley

Oggi avrebbe compiuto 48 anni. Jeff Buckley,  figlio del famoso cantautore folk/rock Tim Buckley con il quale non ebbe mai rapporti, tanto che da piccolo si faceva chiamare Scott Moorhead proprio per accentuare la lontananza dal padre, del quale prese il cognome solo alla sua morte nel 1975, avvenuta per overdose di alcool ed eroina.


Ma dal padre qualcosa aveva ereditato: la grande passione per la musica, che iniziò da subito a coltivare suonando la chitarra acustica, fino a regalarci nel '94 il suo disco d'esordio Grace, unico album registrato dal cantautore finché è rimasto in vita. Se ne è andato troppo presto, morendo a soli 30 anni, lasciando nel suo repertorio piccolo quanto grandioso canzoni struggenti e malinconiche, e un brano, "Last Goodbye" quasi profetico. " This is our last goodbye", recitava il pezzo. E proprio così ti salutiamo anche noi.


Goodbye Jeff!

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Edith Piaf - La Vie En Rose


E' una donna geniale, è inimitabile. Non c'era mai stata una Edith Piaf per me. Non ve ne saranno mai più. E' una stella che brucia nella solitudine notturna del cielo di Francia… (Jaen Coteau)



La cantante francese per antonomasia, nacque nel 1915 sulla strada da padre contorsionista e madre cantante che si esibivano per le vie di Parigi. Fin da bambina iniziò a cantare esibendosi con il padre per i passanti e le persone comuni che ascoltando la sua voce le regalavano qualche moneta e qualche momento di celebrità. Da una vita di stenti si formò cosi una giovane donna bisognosa d'amore e di affetto, generosa e sensibile. Edith Piaf nome d'arte di Edith Giovanna Gassion venne soprannominata Piaf dal suo primo manager che la scoprì per le strade di Parigi all'età di 17 anni, il termine in francese significa passerotto, la chiamò cosi per la sua piccola corporatura ma anche per il suo aspetto smarrito e dallo sguardo toccante che ispirarono in lui, solo nel vederla, un immediato istinto di protezione.


La cantante ebbe una vita molto travagliata anche dopo aver raggiunto il successo, molte le sue storie d'amore alcune finite anche tragicamente ed una malattia, l'artrite reumatoide che la portò ad assumere una eccessiva quantità di medicinali per troppo tempo che provocarono delle complicazioni a livello epatico e finirono per ucciderla nel 1963. Nonostante i suoi problemi personali non volle mai rinunciare al canto che non era mai stato per lei un mestiere ma piuttosto una ragione di vita che le permetteva di creare emozioni e ricevere quell'affetto che aveva bramato da sempre e che costituiva il suo nutrimento vitale. Chissà se fu solo per un caso o per questo suo grande bisogno o per la grande forza di volontà che ci permette di portare avanti quello in cui più crediamo... accadde che negli ultimi anni, nonostante il cedimento del suo corpo notevolmente provato in tutti i suoi aspetti, la sua voce rimase unica e meravigliosa fino alla fine così come l'interpretazione che sapeva dare ai suoi pezzi, gioiosi o tristi che fossero comunicavano, allora come adesso, grinta e immensa commozione allo stesso tempo.


Edith Piaf è ricordata anche per il suo carattere disponibile e amorevole, furono tantissimi gli artisti che incontrò nella sua vita e che aiutò a farsi un nome e in alcuni casi a diventare delle celebrità. Ebbe molti buoni amici legati a lei per tutta la vita, uno di questi amici, il poeta francese Jean Coteau scrisse bellissime parole su di lei in molte sue opere, dedicandole anche un libro dove descrisse il suo sguardo come gli occhi di un cieco che ha appena riacquistato la vista, questa frase non potrò mai dimenticarla, non so dire se per troppa bellezza o per troppa invidia. Quando la cantante morì l'11 ottobre 1963 l'amico poeta si incaricò di scrivere per lei un elogio funebre che lui stesso avrebbe dovuto pronunciare per radio ma morì per un arresto cardiaco quello stesso giorno ancora prima di poterlo fare.


Fu proprio Edith Piaf a scrivere il testo de La vie in rose nel 1945 durante la seconda guerra mondiale. Un elogio della cantante all'amore e alle cose belle della  vita che ci fanno vedere la vita dipinta di rosa, un inno alle piccole felicità di ogni giorno, che anche se per pochi stanti ci permettono di mettere da parte preoccupazioni e dispiaceri. Cosa sarebbero il nostro lavoro, i nostri doveri, i nostri obblighi morali, le nostre virtù e le nostre buone maniere se non avessimo dei momenti in cui non esiste altro al mondo che noi ed i nostri bisogni?


 

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Zucchero - Per Colpa di Chi

Per Colpa di Chi è una delle canzoni più famose di Adelmo Fornaciari in arte Zucchero, artista che ha venduto in totale nella sua carriera più di 55 milioni di dischi, entrando di diritto tra gli artisti italiani ad aver venduto più dischi. Un pezzo rock funk nelle corde del musicista emiliano. Il pezzo uscì come singolo nel 1995, come estratto dell'album Spirito DiVino. All'inizio del video della canzone è presente Francesco De Gregori il quale urla di svegliarsi perché il mondo è ammalato, dopodiché comincia la canzone. Zucchero è stato accusato più volte di plagio e anche per questa canzone. Il piano è  identico a quello di Hitchcock Railway di , una canzone del 1969 di Joe Coker, un musicista importante per lui stesso. Tra l'altro l'assolo della canzone si avvicina molto a quello presente nella canzone Calling Elvis dei Dire Straits.


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Born slippy - Ritratto di una generazione persa

Titolata in omaggio ad un levriero da corsa, Born Slippy è forse la traccia techno-progressive che vanta una delle più clamorose introduzioni di tutta la storia della musica.  Composta nel 1995 dal duo inglese Hyde e Smith, in arte gli Underworld,  con la sua eco stentorea e insieme sognante di un brano "nato scivolando", colpisce a fondo i primi fan della musica Techno e, tra gli altri, il regista Danny Boyle che la sceglie come colonna sonora del film-culto "Trainspotting" (1996). Il rimbalzare avvolgente degli unici due accordi della canzone accompagnano il monologo finale del protagonista, lo storico "choose life": dipinto amaro e spietatamente sincero di una generazione, quella della gioventù anni '90, che ha perso, che si arrende a vittima dell'eroina, dell'acid-house e della sua stessa rabbia disperata.trainspotting

"Born Slippy" diviene automaticamente l'inno definitivo dal respiro anelante di quegli anni, e segna un punto di svolta nella musica elettronica. Dopo la sua endemica diffusione, che le porta la notorietà di uno storico hit pop e la rende probabilmente il pezzo techno più noto al mondo, dopo le sue riduzioni radiofoniche (per evitare i 7 minuti di cassa hardcore, poco sopportabili per l'ascoltatore medio, i playlister la mutileranno spesso della parte centrale, un po' come successe all'assolo strumentale di "Light My Fire" dei Doors) si dirà, finalmente, che "la dance music è morta".


In realtà, "Born Slippy" non fa che chiudere nel migliore dei modi un capitolo troppo spesso trascurato della musica, quello che narra le vicende di Underworld, Prodigy, Chemical Brothers e Primal Scream, ovvero le formazioni che più hanno contribuito, con l'uso del canto e di sonorità particolari, alla fine della ghettizzazione della musica elettronica, al suo ingresso trionfante nelle classifiche e nei festival rock (la prima presenza degli Underworld a Glastonbury nel 1992 ha qualcosa di storico, la ripeteranno sette anni dopo davanti a un pubblico formato U2), e, soprattutto, alla sua diffusione e comprensione globale anche da tutti coloro che l'avevano per anni classificata solo come "musica da sballo".



Fonti: Wikipedia, OndaRock.it

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Guest — Malika
Grazie mille dell'articolo, illuminante! http://cresceresognare.blogspot.com
Giovedì, 07 Gennaio 2016 12:12 PM
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Simon & Garfunkel - The Sound of Silence (Live)

C'è chi pensa che Paul Simon abbia scritto questa canzone per raccontare il trauma subito dagli statunitensi per l'omicidio del presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy avvenuto il 22 novembre 1963.

Grafunkel dice che il tema della canzone è l'incapacità degli esseri umani nella comunicazione. Figura retorica forte è l'ossimoro delle "persone che parlano senza dire nulla". Una canzone veramente commovente e un testo struggente.
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