Active Media Blog

Pensieri & Parole dal team di Active Media

L'uomo dell'amore cieco di De andré

La ballata dell'amore cieco (o della vanità) è una delle due canzoni contenute nel 45 giri La canzone dell'amore perduto/La ballata dell'amore cieco (o della vanità), nono singolo di Fabrizio Faber De André pubblicato nel 1966. La canzone affronta l'amore da un punto di vista quasi opposto all'altra traccia del singolo. Racconta la storia di "un uomo onesto, un uomo probo" innamorato perdutamente di una donna, la quale gli chiede di compiere fatti terribili e crudeli come prova del suo amore. L'uomo fa quello che lei gli chiede, come uccidere la madre e alla fine anche se stesso, senza farsi domande e senza opporsi mai. Quando la donna vedrà l'uomo morire contento e dedito a lei anche in quel momento si accorgerà di essere rimasta sola; configurando così  la sua umanità e sottolineando i suoi capricci. De André racconta nel suo stile favolistico questa storia, senza dare giudizi ed elencando i fatti. Questo contrasto è accentuato dallo swing allegro della melodia di questa canzone.



Continue reading
464 Hits
0 Comments

Bruce Springsteen - I'm on fire

Pubblicato nel 1985 I'm On Fire è il quarto singolo estratto dall'album Born in the USA. La canzone nacque durante una sessione di registrazioni, per motivi casuali: Springsteen stava suonando una melodia alla chitarra per alcuni testi scritti per Spanish Eyes, e il batterista Max Weinberg e il tastierista Roy Bittan improvvisarono un accompagnamento che diede vita al brano. Tra l'altro fu una delle prime volte che venne utilizzato il sintetizzatore in una sua canzone. Il pezzo raggiunse la sesta posizione nella classifica Billboard Hot 100 nei primi mesi del 1985. Il videoclip della canzone venne girato a Los Angeles, la città degli angeli, nel marzo 1985, diretto dal regista e sceneggiatore John Sayles (Amori e amicizie, Lone Star).


Continue reading
434 Hits
0 Comments

Joy Division - Love Will Tear Us Apart

Vi è mai capitato di ricevere un pugno nello stomaco? A me no. Però me lo immagino cosi, come una canzone dei Joy Division.

Il loro sound semplice e compulsivo ha un effetto raggelante come un eco nel silenzio più assoluto, gli strumenti ritmici possiedono ogni pezzo in modo quasi ossessivo, la voce del cantante Ian Curtis grave e profonda resta ogni volta come una ferita aperta nella mia memoria uditiva. Ammetto di non saper rimanere indifferente alla sofferenza altrui e l'arte mi cattura spesso con il micidiale connubio: opera meravigliosa/artista profondamente infelice che provoca in me un senso di vicinanza umana, turbamento e commozione difficili da dimenticare. Il cantante era afflitto da una grave forma di epilessia che tentava spesso di esorcizzare mimandone le convulsioni sul palco, movimenti del corpo brevi e scattosi che tra l'altro si sposavano perfettamente con le sonorità dei Joy Division. La malattia segnò però la sua vita di giovane uomo, un malessere interiore che sfogò nei suoi testi e nelle sue poesie ma che purtroppo non seppe sopportare nella vita reale.


La loro storia fu brevissima, quattro anni intensi tra flop, timidi riconoscimenti e l'acclamazione finale, terminati con il suicidio del cantante e poeta del gruppo alle porte del grande successo, quando aveva solo 23 anni, un'album epocale uscito da pochi mesi, un nuovo lavoro pronto per la pubblicazione e una tournée negli Stati Uniti per cui partire il giorno successivo; troppo tardi per riuscire a godere della gloria di quel momento ma giusto in tempo per diventare una band di riferimento per il post punk.


Subito dopo la morte di Jan Curtis uscì un singolo inedito dal titolo testamentario Love Will Tear Us Apart (L'amore ci farà a pezzi), i suoi compagni rimasti orfani dei loro cantante si autoaccusarono di non aver capito, di non aver preso sul serio le parole di un ragazzo che parlava troppo spesso di morte come unica soluzione, fu così che secondo la sua volontà sciolsero quindi i Joy Division formando i New Order, il cantante aveva strappato agli altri la promessa che se uno dei quattro fosse venuto a mancare le cose sarebbero andate in questo modo.


 Il brano scalò immediatamente le classifiche divenendo a tutti gli effetti il loro più grande successo commerciale. Il titolo di questo pezzo venne scolpito sulla tomba del suo compositore restando per sempre il suo epitaffio.


 [youtube http://www.youtube.com/watch?v=zuuObGsB0No?rel=0&controls=0&showinfo=0&w=640&h=360]
Continue reading
416 Hits
0 Comments

Prince - Purple Rain

C'è del mistero celato dietro il significato della “pioggia viola”, mi piacerebbe pensare che il colore viola, colore che si trova nelle fodere che rivestono le corone ,fosse stato scelto dall'artista perché, tramite un associazione d'idee un po' sibillina, ne ricordasse almeno dal punto di vista cromatico, il nome (Prince: principe) e che quindi la pioggia viola ,sotto la quale cerca il sorriso della donna protagonista della canzone, – altri non sarebbe che lui stesso.
In questo pezzo,il principe decide di esaltare la chitarra e tra svisate, ricami e teatralità, tutto riconduce a Jimi Hendrix.O almeno ne erano convinti i media, che ne esaltarono il paragone che Prince, spesso etichettato come vanitoso e presuntuoso, soffre e, giudica scomodo: "Sono più legato allo stile di Carlos Santana, al suo modo di suonare più delicato, femminile" sussurra in diversi atti, un principe che si cucirà la bocca con gli organi di stampa...


Meno voce ai Gossip e più alle melodie...

Continue reading
816 Hits
0 Comments

AC/DC - You Shook Me All Night Long

You Shook Me All Night Long è un singolo degli AC/DC del 1980 contenuta nell'album Back in Black.  La canzone è stata anche riproposta in un album successivo Who Made Who, ed è stata rilanciata di nuovo in tutto il mondo nel 1986 dopo l'uscita di quest'ultimo album. Brian Johnson ha dichiarato in una recente intervista a Virgin Radio Italia che un giorno i fratelli Young si presentarono da lui dicendo di aver provato un pezzo insieme e volevano che Brian componesse il testo. Il neocantante della band, che era al suo primo anno con il gruppo, non sapeva proprio da dove cominciare in quanto non si sentiva all'altezza di quel ruolo e stette un'ora a fissare il foglio bianco senza trovare l'ispirazione giusta. Poi, stando a quanto dice Brian, scrisse il titolo You Shook Me All Night Long e la sua mano cominciò a scorrere senza che se ne rendesse neanche conto. Nel giro di mezz'ora il foglio era completamente scritto e quella canzone avrebbe fatto la storia. Anche se non crede nell'aldilà, gli piace pensare che sia stato Bon Scott a guidare la sua mano. La canzone è inoltre diventata una base dei concerti degli AC/DC, non venendo mai esclusa esclusa, ed è anche considerate la loro canzone di “marchio” del gruppo, ai livelli di Back in Black e Highway to Hell per il titolo. Gli amanti della saga di Iron Man, la ricorderanno anche nel secondo capitolo della saga.


Continue reading
521 Hits
0 Comments