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La tragedia degli albini d’Africa

Quello che avviene oggi nell’africa dell’apartheid è un vero e proprio massacro. Evidentemente la storia ha insegnato molto poco anche ad un paese come l’Africa, che da sempre cerca ansiosamente lo sviluppo ma che si ostina a rimanere legata alle sue tradizioni tribali anche a scapito dei suoi stessi figli. I neri albini sono coloro che, per ironia della sorte, sono nati bianchi; privi di melanina e pigmenti, sono nati senza diritti, senza amore ne comprensione. Isolati, maltrattati e picchiati, vengono ripudiati subito dai loro stessi genitori, immediatamente dopo il parto vengono accantonati, considerati portatori di sventura e lasciati crescere in una società che si prenderà gioco di loro e arriverà addirittura ad ucciderli.


L’Africa è protagonista di un massacro che si è svolto in sordina per troppo tempo, una strage silenziosa di cui molti non sono al corrente o di cui altri faticano a credere.


Alle soglie del 2010, questo continente colpito da discriminazioni e guerre, ora vede la povertà andare a braccetto con la superstizione; vince ancora il razzismo, un razzismo alla rovescia questa volta, che colpisce gli albini solo per il colore della loro pelle.


Assurde credenze fanno si che gli albini vengano prelevati dalle loro case, di notte, e poi uccisi e fatti a pezzi, perché un loro braccio, un orecchio o qualsiasi altra parte del corpo attira la fortuna e la ricchezza.


Si fanno amuleti con i loro organi e col loro sangue, appositi stregoni, creano pozioni magiche che vengono vendute poi a caro prezzo.


Queste ridicole superstizioni contribuiscono alla formazione di un traffico criminale dove da morti, vengono venduti questi poveri sventurati.


Unica colpa: avere un diverso colore della pelle, essere molto più simili ad un bianco che ad un nero.


Così a causa dell’ignoranza e della crudeltà la strage si ripete, costringendo bambini a vivere da soli, a gettarsi in strada; la solitudine fa male, ma nel loro caso gli permette di vivere; lontano dalla comunità o dalla famiglia, per cui sei uno spirito maligno e meriti torture o indifferenza.


Nello Zimbabwe le donne albine vengono violentate perché si è convinti che un rapporto con loro possa guarire dall’aids, si torna dunque alle credenze di tipo medievale, nella quale si credeva in persone dal potere taumaturgico.


Presso alcuni popoli vige inoltre la credenza che gli albini non muoiano ma svaniscano sotto la pioggia; è inoltre lecito sputare in terra al loro passaggio per scacciare il malocchio.


In Tanzania sono stati riesumati corpi, soprattutto di bambini, che sono poi stati scuoiati, perché la loro pelle si vende meglio di quella di leopardo, ed è ricercatissima.


In tutto questo la polizia ha avuto l’incarico di cacciare gli stregoni e vigilare su questa illogica situazione che sta prendendo il sopravvento.


Si apre una nuova caccia alle streghe quindi.


Non c’è progresso, ma regresso.


Si faccia qualcosa dunque, di concreto, per gli albini, che devono fare i conti non solo con la crudeltà umana, ma anche con un altro terribile nemico che è il melanoma.


Ma soprattutto si cerchi, tramite l’informazione, di sfatare miti assurdi portatori di morte e di far capire alle comunità africane, che non si diventa di certo ricchi indossando al collo organi di albino o bevendone il sangue.

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