Active Media Blog

Pensieri & Parole dal team di Active Media

Lucio Dalla - Futura

“Chissà, chissà domani su che cosa metteremo le mani…”


Con queste parole inizia una delle più note canzoni del cantautore bolognese, Lucio Dalla dichiarò di averne buttato giù il testo guardando il muro di Berlino e pensando a quale futuro avesse mai atteso l'Europa. Non secondo prospettive politiche, come è consueto nei suoi brani, ma per le loro ricadute sulla vita di tutti i giorni di uomini e donne. E “Futura” rappresenta appunto i timori, le ansie di due giovani innamorati rispetto a questo domani che i massimi sistemi del mondo si giocano, sarà l'amore a dare il massimo sollievo e a rincuorare chi dovrà costruire una famiglia ed introdurre un nuovo individuo in questo mondo, il loro figlio “nascerà e non avrà paura, e se sarà una femmina si chiamerà Futura.”

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Makkox e l'addio di Napolitano al Quirinale

Il genio Makkox, così come lo definisce Marco Bianchi detto Zoro di Gazebo (su twitter: @zdizoro) ieri sera si è superato con una bella sequenza non animata di vignette riguardanti l'addio al colle , determinato per fine anno, dell'odierno Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Per chi non consoscesse, Makkox, Zoro o Gazebo basta cliccare sui loro nomi per il link alle loro rispettive pagine.
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Gli 86 anni di Ennio Morricone

Oggi, 10 ottobre 2014 il grande Maestro Ennio Morricone compie 86 anni. Ha scritto oltre 500 colonne sonore per film e serie televisive. Considerato uno dei più, se non il più, grande compositore cinematografico di sempre, ha contribuito a rendere storici titoli come "Il buono il brutto e il cattivo" di Sergio Leone e tantissimi altri film.  Premio Oscar alla carriera nel 2007 consegnato da Celine Dion e Clint Eastwood, quest'ultimo icona dei film western a cui il maestro ha decisamente contribuito. In quell'occasione Sergio Leone parla al pubblico in italiano, la sua lingua madre, tradotto volta per volta dall'attore americano sul palco vicino a lui. Ecco le parole del maestro:




Voglio ringraziare l'accademia per questo onore che mi ha fatto dandomi questo ambito premio, però voglio ringraziare anche tutti quelli che hanno voluto questo premio per me fortemente, e hanno sentito profondamente di concedermelo. Veramente; voglio ringraziare anche i miei registi, i registi che mi hanno chiamato con la loro fiducia, a scrivere musica nei loro film, veramente non sarei qui se non per loro. Il mio pensiero va anche a tutti gli artisti che hanno meritato questo premio e che non lo hanno avuto. Io gli auguro di averlo in un prossimo vicino futuro. Credo che questo premio sia per me, non un punto di arrivo ma un punto di partenza per migliorarmi al servizio del cinema e al servizio anche della mia personale estetica sulla musica applicata. Dedico questo Oscar a mia moglie Maria che mi ama moltissimo [...] e io la amo alla stessa maniera e questo premio è anche per lei



https://www.youtube.com/watch?v=HJDN1e_OIKw

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Alice - Francesco De Gregori


Alice è un punto di vista di vista oggettivo e incosciente su quello che le capita davanti gli occhi. C'è Irene che si guarda allo specchio, sulla quale De Gregori scriverà una canzone. La locandina di di Lilì Marlen, bella e senza segni del tempo in una fotografia. Lo sposo pentito che ci ripensa e urla perché non vuole il matrimonio. Cesare Pavese che aspetta una ballerina amata sotto la pioggia. L'arabo che nasconde qualcosa nel capello, in realtà è un cancro, ma questo vorso venne censurato dalla RAI perché non voleva che si paralsse un pubblico di un argomento del genere. Alice, sì, è un punto di vista oggettivo che vede solo quello che ha davanti agli occhi; non ha conoscenza di queste storie semplicemente "non lo sa".
Contenuta nell'album Alice non lo sa del 1973, è sicuramente una delle canzoni più famose del cantautore italiano.

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Rolling Stones - Start me up


Inizia con un  indimenticabile riff di Keith Richards uno degli ultimi grandi inni dei Rolling Stones.  Start me up venne pubblicata nell'album Tattoo You nel 1981. Un periodo in cui i Rolling Stones vivevano un buon successo commerciale avviato dall'album dell'anno precedente Emotional Rescue, il quale conteneva pezzi che tendevano ancora di più al dance,  ma anche pezzi rock delle origini. Il pezzo venne registrato in sei ore, e nasce da un nuovo arrangiamento di un pezzo che inizialmente doveva essere reggae. Tra l'altro la canzone venne utilizzata per la campagna pubblicitaria di Windows 95, fu il primo brano della band a essere impiegato per questo scopo.

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Pink Floyd - Another Brick In The Wall. Berlino 25 anni dopo.

Alla Porta di Brandeburgo, 25 anni dopo, si sente, si vede, che il tempo è passato. Al posto della marea umana che festeggiò tutta la notte, dopo aver buttato giù il muro di Berlino, una folla composta, che celebra con solennità la memoria personale e il fatto storico: lanciando un messaggio al mondo, declinato dalla cancelliera in termini insolitamente emotivi, ''i sogni possono diventare realtà''. Per molti giovanissimi quel simbolo della divisione del mondo che tagliò in due la città per 28 anni è carta, nei libri, nelle foto.

(tratto da ANSA)

 
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Radio locali: l'agonia prima della morte

Le radio locali traducono di riflesso la crisi delle attività commerciali “di bottega”, sono in crisi per i mancati investimenti da parte degli imprenditori e dei piccoli commercianti che, dovendo tagliare le spese, tagliano per prima cosa la pubblicità. Sembrerebbe bastare un’equazione molto semplice a spiegare il perché della recessione, ma parlando con Franco Allegretti, fondatore di Radio Galileo (storica radio ternana) e membro della giunta esecutiva e del Consiglio Nazionale AERANTI,  l’equazione si riempie di incognite che vale la pena risolvere.


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La crisi tocca tutti i settori, radio e televisioni locali, le spese per le concessioni governative e il canone di ottobre gravano pesantemente sul bilancio delle piccole emittenti. Vidimazione dei registri, spese energetiche, commercialista, consulente del lavoro, SIAE e SCF, più le probabili sanzioni e Franco mi dice: “non incassiamo neanche la metà di quello che incassavamo vent’anni fa”. Il mercato è cambiato, le radio musicali nazionali non si erano ancora affermate, il territorio si è impoverito enormemente e non basta più il raggio di mercato dei 100 km intorno alla città. Lo stato in cui si trovano tali emittenti, però, è conseguenza soprattutto degli effetti della legge Mammì. Prima che fosse emanata tale legge (1990) il settore radiotelevisivo era una giungla, che si è ritrovata all’improvviso una serie di costrizioni e controlli ossessivi che ne hanno indebolito l’intraprendenza e tarpato la crescita. Omero Giulivi, fondatore e speaker di Radio Punto Zero dal 1974, sostiene che le radio nazionali sono nate per l’intelligenza e l’intuito di certi imprenditori, che hanno investito e acquistato diversi  ponti radio, crescendo in maniera esponenziale e approfittando di questa fase di transizione. Attraverso la legge Mammì viene cancellata la possibilità del volontariato e ogni piccola realtà viene bombardata di divieti, vincoli e costi, punita attraverso sanzioni salatissime, che radio con grandi spalle possono sostenere, le piccole realtà invece faticano a sopravvivere e sono costrette a chiudere o a vendere. Un’altra legge che Franco Allegretti ritiene una causa della crisi è quella sulla Par condicio, che ha cancellato l’autonomia e la libertà a “colpi di spugna”, imbavagliando il protagonismo sociale.  Bisogna far parlare unicamente i capi partito,  vivere nel terrore che durante una chiamata da casa possa essere pronunciata una parola di troppo che non rispetti i parametri, rendendo così vita impossibile ai cittadini e a chi tenta di fare comunicazione. Radio Punto Zero fu la prima radio in Italia, nel 1979, ad inventare una trasmissione dal nome “Il Sindaco risponde”, dove il Sindaco di Soriano del Cimino (dove prima si trovava ubicata la radio) si presentava in studio a rispondere alle domande dei cittadini. Non è stato possibile mantenerla dal momento in cui chiunque avrebbe potuto bloccare le trasmissioni e denunciare qualsiasi controversia.  Il pericolo e la conseguente rinuncia della chiamata a casa (tra l’altro un format rubato dalla TV e dalle radio nazionali) è stato il primo passo verso l’allontanamento degli ascoltatori. La strada spianata se la trovano di fronte solo le radio che smettono di comunicare e scelgono per la maggiore di mandare musica e sponsorizzare artisti: ecco perché il mercato delle radio nazionali è  in continua crescita e non risente neanche della crisi economica del settore. “C’è stata una dislocazione di interessi, le radio locali hanno fallito nel loro compito: quello di essere una voce della comunità”, sostiene Allegretti, “il ruolo dell’emittente locale è forte quando resta ancorato ai territori”, volgere sì lo sguardo verso il mondo, ma essere capaci di declinarlo nei propri spazi. Le radio hanno smesso di essere comunità, lo confermano anche Riccardo Ceppari e Gloria Capulli di Radio Verde (nata nel 1976 a Viterbo e tuttora in vita), sostenendo che le radio locali, non molto tempo fa, incarnavano il pensiero del territorio ed erano un’occasione di scambio; nate molte volte per esperienze di amicizia e di avventura, quindi amatoriali, a differenza di quelle che oggi, per stare al passo, sono costrette ad alzare il livello della professionalità. Internet ha soppiantato gli altri media, come sostengono gli intervistati, permettendo la fruizione gratuita ed immediata della musica e creando network sul quale esprimersi, sostituendo così il ruolo che svolgevano le radio e provocando una magra consolazione a chi ne usufruisce, che credendo di parlare al mondo invece parla a se stesso. La radio non è più un’occasione di lavoro, “solo gli eroi  stanno sacrificando il loro tempo, i loro soldi per tenere in piedi queste esperienze. Lo fanno per quei ragazzi, non più giovani, che devono arrivare alla pensione” confessa Franco Allegretti,  sognando un Paese che torni a dare voce ai territori per salvare le identità, non per isolarsi, nell’Italia nata da ducati e principati, sono questi sani campanilismi che rendono ancora interessante la permanenza sullo Stivale.


 

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I panda e il veterinario. Lotta all'ultimo sangue

Questo povero veterinario di uno zoo cinese, le prova tutte per dare la necessaria medicina ai giovani panda, che non ne vogliono sapere e fanno di tutto per desisterlo. Alla fine però vince, stremato ma divertito, l'uomo. La simpatica canzone è di Michael Curtis e si chiama "Asdfland".
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Genesis - Land Of Confusion

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Lynyrd Skynyrd - Sweet Home Alabama

Sweet Home Alabama apriva il secondo album della band Statunitense Lynyrd Skynyrd intitolato Second Helping uscito nel 1975. Grazie a questo lavoro che divenne disco d'oro nel 1976, il gruppo che aveva iniziato a farsi conoscere in tutti gli Stati uniti come gruppo spalla di importanti band divenne improvvisamente uno dei gruppi di punta degli anni '70, portando ad essere il Southern Rock, da genere musicale ghettizzato al sud del paese, ad istituzione nazionale.


La canzone era la risposta musicale a due brani che Neil Young, cantautore Canadese, aveva scritto dopo un viaggio al sud degli Stati Uniti per descrivere e denunciare i problemi razziali che esistevano ancora in quelle zone d'America riassumendo il suo pensiero nei testi di Alabama e Southern Man. A detta dello stesso Neil Young il testo di queste canzoni era in effetti eccessivamente accusatorio e facilmente fraintendibile al punto che non si risentì troppo quando i Lynyrd Skynyrd scrissero di lui in Sweet Home Alabama:


"Bene, ho sentito Mr Young cantare di lei, bene, Ho sentito Neil umiliarla, bene, spero che Neil Young si ricordi che un uomo del sud, in ogni caso non ha bisogno di lui."


Ovviamente il senso della canzone non è solo voler dire a Neil Young di farsi i fatti propri...Sweet home Alabama e' un pezzo d'amore, amore per l'appartenenza ad un luogo che con tutte le sue contraddizioni resta un ricordo felice, un posto a cui pensare con nostalgia, una meta' a cui fare sempre ritorno. Un sud che come succede spesso sembra arretrato, dove le cose cambiano piu lentamente dove le persone restano avvinghiate più a lungo alle proprie tradizioni, anche brutali, dove il cambiamento è un processo lento e faticoso poiche tutto ciò che accade e' radicato profondamente in ogni singola persona...le atrocità segnano un popolo a livello innato, il Ku Klux Klan, la schiavitu', la grande poverta', ogni uomo del sud degli Stati Uniti d'America porterà dentro per sempre la sofferenza di troppi avvenimenti dolorosi, sofferenza che a volte si trasforma in monito ed insegnamento per il futuro ed altre volte in rabbia e violenza.


Quello che i Lynyrd Skynyrd volevano realmente dire in questo brano e' che non basta un viaggio per capire davvero un luogo ed i suoi abitanti, ogni persona e' il suo vissuto, ogni terra è il risultato delle sue intemperie. Neil Young ebbe solo la colpa di essere forse un viaggiatore superficiale, tanto giovane e desideroso di denunciare ciò che c'è di sbagliato in questo mondo. I nostri vollero solo metterlo in chiaro, senza rancore ma fieri della propria identità.

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Fabrizio De Andrè - Bocca Di Rosa (Live @ Brancaccio)


C'è chi l'amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione, Bocca di rosa né l'uno né l'altro, lei lo faceva per passione.



Forse Bocca di Rosa è il più celebre brano del cantautore Fabrizio Faber De Andrè. Riguardo alla vera bocca di rosa si è detto tanto, qualcuno avrebbe dato anche nome e cognomeLiliana Tassio detta "Bocca di Rosa", prostituta di professione morta nel giugno 2010 all’ospedale di Villa Scassi, a Sampierdarena, il quartiere più popoloso di Genova a 88 anni. Notizia smentita seccamente da Dori Ghezzi, la compagna di Faber e Paolo Villaggio, amico e autore.


 

 
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