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Pensieri & Parole dal team di Active Media

I Need a Dollar, l'R&B sposa il Soul

I Need a Dollar è un brano musicale che miscela l'R&B e il Soul del cantante statunitense Egbert Nathaniel Dawkins III conosciuto come Aloe Blacc. Nato in California, inizia la sua carriera nel 1995 come cantante rap nel gruppo indie chiamato Emanon. Il brano è stato pubblicato come primo singolo nel 2010 estratto dall'album Good Things. I Need a Dollar è diventato il tema d'apertura della serie tv How to Make It in America, trasmessa negli Stati Uniti dalla HBO. Il brano è presente nel videogioco di pugilato Fight Night Champion. Il testo esprime il pensiero del cantante riguardo la povertà in maniera semplice e diretta e unisce due generi musicali appartenenti a periodi storici diversi, sfociando in una musicalità coinvolgente e divertente.




"Ed ho detto che ho bisogno di un dollaro,
un dollaro è ciò di cui ho bisogno
E se condivido con te la mia storia
tu condividerai il tuo dollaro con me?"



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La Strada per L'immortalità - Sonic Highways

Qualche anno fa stavo vedendo dei video  di Jimmy Page e notai che tra i filmati consigliati c'era un live al Wembley Stadium.  Page e John Paul Jones suonavano insieme ad una band che avevo solo sentito nominare, la band si chiamava e si chiama ancora Foo Fighters. Naturalmente rimasi incuriosito, se due mostri sacri della musica rock suonano dal vivo insieme ad una band che per me era semi sconosciuta significava che dovevo informarmi. Leggendo su internet scoprii che la band era stata fondata da un ex componente dei Nirvana, band che ha accompagnato la mia adolescenza, tale Dave Grohl.  Comprai un album, una raccolta di successi e rimasi affascinato dal modo in  cui  interpretavano la musica rock. C'era tutto quello che caratterizza una grande rock band. Voce potente, bei testi, chitarre forti e incisi orecchiabili. Otto anni dopo averli scoperti, i Foo Fighters escono con un nuovo album, forse il più atteso dell'anno: Sonic Highways.

Forti del successo del loro lavoro precedente, Wasting Light, vincitore di innumerevoli premi, i Foo Fighters approcciano al nuovo album in una maniera innovativa, sia a livello di composizione musicale che a livello di vendite e quindi di marketing. Il progetto è interessante e consiste nel ripercorrere la storia del Rock americano passando per  otto città che secondo i componenti della band lo hanno caratterizzato: Chicago, Washington D.C., Nashville, Austin, Los Angeles, New Orleans, Seattle, New York. Ogni brano dell'album, che è composto da otto canzoni, è caratterizzato, o almeno così dovrebbe essere, dal sound della città in cui è stato registrato. Così possiamo ascoltare gli strumenti a fiato tipici del Jazz di New Orleans nel brano intitolato In the Clear, oppure la composizione musicale scomposta, che dovrebbe ricordare vagamente il punk di Chicago nella già famosissima Something From Nothing e ancora possiamo ritrovare il sentimento nel cantato e nella composizione del testo tipico del grunge in Subterranean, brano registrato proprio a Seattle.

Oltre all'album la band ha anche registrato un film, diretto dallo stesso Grohl e diviso in otto parti, una per ogni città. (Visibile su Sky arte). Lavoro che ha dato notevole visibilità mediatica alla band statunitense, infatti in patria il docu-film è trasmesso sulla rete HBO.

L'idea dell'album e la sua composizione è ottima, i Foo Fighters si ritrovano in ogni brano e non hanno avuto un tracollo, come era prevedibile dopo il successo mondiale ottenuto con il loro lavoro precedente, il già citato Wasting Light. Però, secondo il mio modestissimo parare, nonostante sia un ottimo lavoro, di ascolto piacevole per gli amanti del rock, l'album manca di originalità. Ora uno potrebbe dirmi " è normale. è un omaggio al rock statunitense". Vero ma non è un album di cover e proprio per questo motivo, la band avrebbe potuto sforzarsi di più per  creare un lavoro che così si avvicina solamente ad un album memorabile, di quelli che varranno ricordati per decenni.

L’impressione è che i Foo Fighters con Sonic Highways abbiano sprecato la possibilità di entrare di diritto nell’Olimpo del rock. Sicuramente verrà ricordata l’idea e il concepimento dell’album ma per restare immortali c’è bisogno di qualcosa in più. 
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Rino Gaetano - Ma Il Cielo È Sempre Più Blu

“Ma il cielo è sempre piú blu”  è una canzone di Rino Gaetano, pubblicato come singolo dall'etichetta discografica It nel 1975. La canzone, che nel formato originale durava 8 minuti e 43 secondi, venne originariamente divisa in due parti (una per lato): Ma il cielo è sempre più blu - Parte I e Ma il cielo è sempre più blu - Parte II. La versione completa venne in seguito pubblicata nella raccolta Gianna e le altre... del 1988 con una durata di 8 minuti e 21 secondi. Il brano fu inizialmente censurato perché conteneva due frasi che non potevano essere diffuse: "Chi tira la bomba/chi nasconde la mano e chi canta Baglioni/chi rompe i coglioni". La canzone è anche l'inno della squadra di calcio del Crotone.


 

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L'uomo dell'amore cieco di De andré

La ballata dell'amore cieco (o della vanità) è una delle due canzoni contenute nel 45 giri La canzone dell'amore perduto/La ballata dell'amore cieco (o della vanità), nono singolo di Fabrizio Faber De André pubblicato nel 1966. La canzone affronta l'amore da un punto di vista quasi opposto all'altra traccia del singolo. Racconta la storia di "un uomo onesto, un uomo probo" innamorato perdutamente di una donna, la quale gli chiede di compiere fatti terribili e crudeli come prova del suo amore. L'uomo fa quello che lei gli chiede, come uccidere la madre e alla fine anche se stesso, senza farsi domande e senza opporsi mai. Quando la donna vedrà l'uomo morire contento e dedito a lei anche in quel momento si accorgerà di essere rimasta sola; configurando così  la sua umanità e sottolineando i suoi capricci. De André racconta nel suo stile favolistico questa storia, senza dare giudizi ed elencando i fatti. Questo contrasto è accentuato dallo swing allegro della melodia di questa canzone.



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Robin Friday - Sesso, droga e gol!

Probabilmente non c'è una spiegazione logica, ma le storie di calcio e di calciatori che ci giungono dalla terra di Albione hanno tutte un fascino particolare.
Questa è una delle più incredibili storie del secolo del calcio. Tanto per cominciare è giusto precisare che il nostro eroe non ha mai giocato in Premier League, ma solo in Championship; si è ritirato all'età di 25 anni; non ha mai vinto nulla. Nonostante ciò è stato eletto img_5FNtbkcalciatore del Millennio dai tifosi del Reading, che probabilmente non hanno visto tanti fenomeni dalle loro parti.
Quando a 16 anni entra nelle giovanili del Reading fa il muratore ma ha già la fama di donnaiolo, alcolista e drogato, sul campo però è stupefacente. Alla prima stagione in Championship segna 20 gol, è costretto però a cambiare abitazione perchè viene segnalato alle autorità per aver messo dischi Heavy Metal a decibel da rave in orari notturni, in preda a deliri indotti da LSD.
Una volta dopo un gol scavalca i cartelloni pubblicitari e bacia un poliziotto, nel post match afferma di essersi pentito visto che odia la polizia.
Non era amatissimo dagli avversari: in un'occasione il portiere del Luton, Milija Aleksic, si rifiutò di dargli la mano ad inizio partita; lui gli fece gol da 30 metri e gli mostrò le dita a V, che in Inghilterra equivale al nostro dito medio.
Gli ultimi due anni di carriera li giocherà a Cardiff dove non passerà di certo inosservato. Negli anni a seguire vive tra le case popolari di Acton, quartiere difficile della zona ovest di Londra, e la prigione, dove vi finisce dopo essersi travestito da poliziotto ed aver sequestrato droga che naturalmente ha poi consumato lui stesso.
Nel dicembre 1990 viene trovato morto nel suo appartamento londinese a causa di un arresto cardiaco da overdose, aveva solo 38 anni.
Una leggenda senza epoca, Robin Friday.

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Bruce Springsteen - I'm on fire

Pubblicato nel 1985 I'm On Fire è il quarto singolo estratto dall'album Born in the USA. La canzone nacque durante una sessione di registrazioni, per motivi casuali: Springsteen stava suonando una melodia alla chitarra per alcuni testi scritti per Spanish Eyes, e il batterista Max Weinberg e il tastierista Roy Bittan improvvisarono un accompagnamento che diede vita al brano. Tra l'altro fu una delle prime volte che venne utilizzato il sintetizzatore in una sua canzone. Il pezzo raggiunse la sesta posizione nella classifica Billboard Hot 100 nei primi mesi del 1985. Il videoclip della canzone venne girato a Los Angeles, la città degli angeli, nel marzo 1985, diretto dal regista e sceneggiatore John Sayles (Amori e amicizie, Lone Star).


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Forse non tutti sanno che: #Bastardi Senza Gloria

La prima regola del cinema è che, nella finzione, tutto è concesso. Deve probabilmente essere stato molto fedele alla regola, Quentin Tarantino ne il suo Inglourious Basterds; o magari per il regista di Knoxville la storia non esiste proprio ed è lui stesso l'artefice del passato. Allora perché non far finire la seconda guerra mondiale in un'altra maniera, magari che veda la Germania sconfitta definitivamente proprio in terra francese? E Magari perchè non far morire Hitler e tutti i suoi ministri in un cinema di seconda classe durante la proiezione di un film? E ancora di più, perchè non consegnare la Germania tutta nelle mani degli alleati proprio da un Colonnello nazista disertore? Nel cinema visionario di Tarantino tutto questo è reale, è accaduto. Ma non sono qui a spiegare perché lui stesso ritiene Bastardi Senza Gloria, il suo capolavoro di sempre, mi limiterò a segnalare quei piccoli ed inutili aneddoti che contribuiscono a fare di un film un vero cult movie.





  1. Durante la fase promozionale del film sia in Germania che Italia tutte le svastiche vennero elegantemente eliminate o camuffate dal materiale promozionale. In Germania c'è una legge che vieta l'esposizione di simboli nazisti;




  2. Tarantino ha iniziato a scrivere il film ancor prima di Kill Bill: Vol. 1. Ha quindi lavorato sulla sceneggiatura di Bastardi Senza Gloria per almeno 10 anni;




  3. Il ruolo di Archie Hicox, interpretato da Michael Fassbender doveva essere di Simon Pegg, che dovette rinunciare per altri impegni;




  4. Leonardo Di Caprio è stata la prima scelta per il colonnello Hans Landa, ma Quentin Tarantino decise di prendere un attore che sapeva parlare il tedesco;




  5. La pipa di Hans Landa è la stessa di Sherlock Holmes, ovvero una Calabash Meerschaum;                                                                                                                                                                                                                                      


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  6. Qualcosa è andato storto durante la scena dell'incendio nel cinema. Le fiamme hanno fatto cadere la grossa svastica posta sopra al palco, che non avrebbe dovuto cadere. La scena è stata comunque tenuta;




  7. La sequenza dell’incendio nel cinema è stata particolarmente difficile e pericolosa. Quentin Tarantino era seduto su una gru e indossava una tuta ignifuga. Eli Roth e Omar Doom hanno riportato delle lievi ustioni;




  8. Eli Roth ha messo su 15 chili di muscoli per interpretare Donnie Donowitz, soprannominato L’Orso Ebreo;




  9. Eli Roth ha spiegato che la sua interpretazione violenta nel film è in parte da attribuire ai costumi: “Essere in mutande di lana ti fa venire voglia di uccidere qualsiasi cosa.” Ha inoltre affermato in una intervista che la sua ragazza aveva messo di nascosto della musica di Hannah Montana nel suo iPod e questo lo ha aiutato a scatenare la natura violenta di L’Orso Ebreo;




  10. Il film proiettato nel cinema è Orgoglio della nazione. Venne diretto da Eli Roth in persona;                                                                                                                                       bast3




  11. Christoph Waltz interpreta un sadico e crudele cacciatore di ebrei, Hans Landa. Nella vita reale l’attore ha un figlio rabbino;




  12. Christoph Waltz nel film parla inglese, francese, tedesco e italiano;




  13. Nella versione tedesca del film Christoph Waltz ha doppiato la propria performance;




  14. Melanie Laurent per prepararsi al suo ruolo ha passato diverse ore al New Beverly Cinema di Los Angeles come proiezionista. L'ultima pellicola che ha dovuto mandare è stata Le Iene;




  15. Quando Brad Pitt finge di essere un italiano usa il nome Enzo Girolami, il nome di nascita del regista italiano Enzo G. Castellari. Castellari appare poi nel film in un cameo;                                                                                                                                                                                             christopher-walz-bastardi-senza-gloria




  16. Nel film viene citato Antonio Margheriti, il nome del regista italiano Antonio Margheriti, uno dei preferiti di Roth e Quentin Tarantino;




  17. Quentin Tarantino aveva pensato ad Adam Sandler per il ruolo del sergente Donnie Donowitz ma Sandler ha dovuto rinunciare perché stava girando Funny People (2009);




  18. Nastassja Kinski era in trattative per il ruolo di Bridget Von Hammersmark. Tarantino è andato anche in Germania per incontrarla ma l’accordo non è stato raggiunto. Alla fine la parte è andata a Diane Kruger;




  19. Nella scena in cui Diane Kruger viene strangolata, le mani che si vedono sono proprio quelle di Tarantino;




  20. Temendo che la Krueger non fosse convincente a recitare in tedesco Tarantino le fece un provino in lingua tutto in tedesco;                                                                                                                                                                                                                   eb2206d501f294bd39e08d8b8e4340bc_large




  21. Il ruolo di Francesca Mondino è stato scritto appositamente per Julie Dreyfus;




  22. Shosanna Dreyfus prende il nome dall’attrice Julie Dreyfus, che appare nel film come Francesca Mondino;




  23. Il ruolo del padre di Shosanna Dreyfus, Jakob, è interpretato dall’attore svizzero Patrick Elias, il cui padre Buddy Elias è un primo cugino di Anna Frank;




  24. Nel film viene citato Antonio Margheriti, il nome del regista italiano Antonio Margheriti, uno dei preferiti di Roth e Quentin Tarantino;




  25. Il personaggio di Mike Myers si chiama Generale Ed Fenech e prende il nome, naturalmente, dall’attrice Edwige Fenech, tanto amata da Roth e Tarantino;                                                                                                                                                                    maxresdefault




  26. Nella versione originale Harvey Keitel presta la voce al generale americano che parla alla radio mentre Samuel L. Jackson è il narratore;




  27. Nella versione originale il film è parlato in inglese (42% del tempo), in tedesco (il 28%), in francese (22%) e in italiano (1%);




  28. Il titolo è un omaggio al film del 1977 di Enzo G. Castellari Quel Maledetto Treno Blindato, uscito negli Usa come Inglorious Bastards. Nel 2010 Castellari ha restituito il favore intitolando il suo ultimo film Caribbean Basterds;




  29. Tra l’incendio, gli omicidi con pistola, soffocamenti e strangolamenti arriviamo a 396 morti;




  30. Bastardi Senza Gloria è il film di Tarantino con il maggior numero di nomination agli Oscar, 8 per la precisione.



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Joy Division - Love Will Tear Us Apart

Vi è mai capitato di ricevere un pugno nello stomaco? A me no. Però me lo immagino cosi, come una canzone dei Joy Division.

Il loro sound semplice e compulsivo ha un effetto raggelante come un eco nel silenzio più assoluto, gli strumenti ritmici possiedono ogni pezzo in modo quasi ossessivo, la voce del cantante Ian Curtis grave e profonda resta ogni volta come una ferita aperta nella mia memoria uditiva. Ammetto di non saper rimanere indifferente alla sofferenza altrui e l'arte mi cattura spesso con il micidiale connubio: opera meravigliosa/artista profondamente infelice che provoca in me un senso di vicinanza umana, turbamento e commozione difficili da dimenticare. Il cantante era afflitto da una grave forma di epilessia che tentava spesso di esorcizzare mimandone le convulsioni sul palco, movimenti del corpo brevi e scattosi che tra l'altro si sposavano perfettamente con le sonorità dei Joy Division. La malattia segnò però la sua vita di giovane uomo, un malessere interiore che sfogò nei suoi testi e nelle sue poesie ma che purtroppo non seppe sopportare nella vita reale.


La loro storia fu brevissima, quattro anni intensi tra flop, timidi riconoscimenti e l'acclamazione finale, terminati con il suicidio del cantante e poeta del gruppo alle porte del grande successo, quando aveva solo 23 anni, un'album epocale uscito da pochi mesi, un nuovo lavoro pronto per la pubblicazione e una tournée negli Stati Uniti per cui partire il giorno successivo; troppo tardi per riuscire a godere della gloria di quel momento ma giusto in tempo per diventare una band di riferimento per il post punk.


Subito dopo la morte di Jan Curtis uscì un singolo inedito dal titolo testamentario Love Will Tear Us Apart (L'amore ci farà a pezzi), i suoi compagni rimasti orfani dei loro cantante si autoaccusarono di non aver capito, di non aver preso sul serio le parole di un ragazzo che parlava troppo spesso di morte come unica soluzione, fu così che secondo la sua volontà sciolsero quindi i Joy Division formando i New Order, il cantante aveva strappato agli altri la promessa che se uno dei quattro fosse venuto a mancare le cose sarebbero andate in questo modo.


 Il brano scalò immediatamente le classifiche divenendo a tutti gli effetti il loro più grande successo commerciale. Il titolo di questo pezzo venne scolpito sulla tomba del suo compositore restando per sempre il suo epitaffio.


 [youtube http://www.youtube.com/watch?v=zuuObGsB0No?rel=0&controls=0&showinfo=0&w=640&h=360]
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Rivoluzione

La rivoluzione è volgare perché non fa che demandare e rimandare un problema. Affronta problemi esterni, che non sono quelli giusti.

Carmelo Bene

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La sedia, non sedia

Ricordate la puntata dei Griffin, i due volti della passione 4x01, in cui Peter racconta di quella volta in cui si era dimenticato di come ci si mettesse seduti? (sotto il video di quell'esilarante scenetta). Probabilmente Peter non conosceva la Chairless Chair.




 

Si tratta di una sedia particolare, una sedia che non c'è, ma che all'occorrenza appare dietro di voi. No non stiamo parlando di magia nera, ne di maggiordomi stile Ambrogio che alle voglie improvvise di cioccolatini della sua padrona di casa faceva apparire ovunque dei Ferrero Rocher. Stiamo parlando di un esoscheletro da indossare sulle gambe, quando non è attivata è possibile camminare normalmente (magari senza scomodare Ambrogio ve li potete prendere da soli i cioccolatini), premendo un pulsante, l'esoscheletro si blocca in posizione e ci si può sedere su di esso come una vera e propria sedia. "L'idea è nata dal voler sedersi ovunque e in tutto il mondo, e quando lavoravo in una fabbrica di imballaggi nel Regno Unito, quando avevo 17 anni", dice Keith Gunura, il 29enne, CEO e co-fondatore di Noonee, la startup ideatrice della Chairless Chair, "ero in piedi per ore e ore e questo mi provoca un sacco di dolore agli arti inferiori, molti lavoratori hanno poche pause e le sedie sono raramente fornite, perché occupano troppo spazio. Così ho pensato che l'idea migliore era quella di legare una sedia con delle cinghie direttamente a me stesso." Fare di necessità virtù, è questo il modo giusto.


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Prince - Purple Rain

C'è del mistero celato dietro il significato della “pioggia viola”, mi piacerebbe pensare che il colore viola, colore che si trova nelle fodere che rivestono le corone ,fosse stato scelto dall'artista perché, tramite un associazione d'idee un po' sibillina, ne ricordasse almeno dal punto di vista cromatico, il nome (Prince: principe) e che quindi la pioggia viola ,sotto la quale cerca il sorriso della donna protagonista della canzone, – altri non sarebbe che lui stesso.
In questo pezzo,il principe decide di esaltare la chitarra e tra svisate, ricami e teatralità, tutto riconduce a Jimi Hendrix.O almeno ne erano convinti i media, che ne esaltarono il paragone che Prince, spesso etichettato come vanitoso e presuntuoso, soffre e, giudica scomodo: "Sono più legato allo stile di Carlos Santana, al suo modo di suonare più delicato, femminile" sussurra in diversi atti, un principe che si cucirà la bocca con gli organi di stampa...


Meno voce ai Gossip e più alle melodie...

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AC/DC - You Shook Me All Night Long

You Shook Me All Night Long è un singolo degli AC/DC del 1980 contenuta nell'album Back in Black.  La canzone è stata anche riproposta in un album successivo Who Made Who, ed è stata rilanciata di nuovo in tutto il mondo nel 1986 dopo l'uscita di quest'ultimo album. Brian Johnson ha dichiarato in una recente intervista a Virgin Radio Italia che un giorno i fratelli Young si presentarono da lui dicendo di aver provato un pezzo insieme e volevano che Brian componesse il testo. Il neocantante della band, che era al suo primo anno con il gruppo, non sapeva proprio da dove cominciare in quanto non si sentiva all'altezza di quel ruolo e stette un'ora a fissare il foglio bianco senza trovare l'ispirazione giusta. Poi, stando a quanto dice Brian, scrisse il titolo You Shook Me All Night Long e la sua mano cominciò a scorrere senza che se ne rendesse neanche conto. Nel giro di mezz'ora il foglio era completamente scritto e quella canzone avrebbe fatto la storia. Anche se non crede nell'aldilà, gli piace pensare che sia stato Bon Scott a guidare la sua mano. La canzone è inoltre diventata una base dei concerti degli AC/DC, non venendo mai esclusa esclusa, ed è anche considerate la loro canzone di “marchio” del gruppo, ai livelli di Back in Black e Highway to Hell per il titolo. Gli amanti della saga di Iron Man, la ricorderanno anche nel secondo capitolo della saga.


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The Clash - Rock the Casbah

Rock the Casbah è stato il primo e unico singolo ad entrare in una Top ten nella storia dei Clash, infatti il singolo raggiunse l'ottava posizione nella Billboard Hot 100. Molto probabilmente il brano si riferisce al divieto che in quel periodo era stato imposto nei paesi arabi, che vietavano l'ascolto di musica rock. Nel testo della canzone sono presenti molte parole di origine araba: sharif, beduino, califfo, casbah, muezzin. Per questo motivo la canzone è stata molto criticata, anche se divenne il successo commerciali migliore della band  dopo Should i stay or should i go.  
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Soltanto, storia di un busker dei giorni nostri

"La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo."


Così scriveva Jim Morrison, il poeta maledetto, e lo stesso deve aver pensato anche Matteo Terzi, in arte Soltanto, nel momento più complicato della sua vita, a seguito della dolorosa separazione dalla sua Federica. Dopo aver cercato di  rifarsi con la vita inseguendo assurdi miti di  eroi e carriere, finendo poi a nascondersi  nel week-end dietro al collo di una bottiglia, un bel giorno ha capito che non poteva più  scappare e doveva trovare se stesso.


Nel 2010, il venticinquenne Matteo, dopo aver conseguito la laurea abbandona il posto di lavoro, imbraccia una chitarra e comincia a viaggiare alla conquista di un piccolo grande sogno: vivere soltanto della propria musica. Parte senza soldi in autostop da Milano per un tour on the road di sei mesi attraverso Francia e Spagna, arrivando a Novembre fino alle isole Tenerife, suonando la chitarra per le strade e vivendo in una tenda che porta sulle spalle tutti i giorni.


In questo viaggio Matteo, che ormai è diventato l'artista Soltanto (e da bravi italiani sarebbe da chiedergli se i francesi l'avessero soprannominato Seulement, ndr), conosce persone meravigliose che lo aiutano, attraversa a piedi campagne e boschi meravigliosi ed è protagonista di numerose avventure tipiche dei Globetrotter, come la sosta forzata di tre giorni in un autobus abbandonato, da lui soprannominato "Magic Bus" in onore del medesimo bus in cui visse gli ultimi attimi il viaggiatore statunitense Chris McCandless, la cui storia è raccontata nel superbo film Into The Wild.


Ad un certo punto del viaggio Matteo sente che condividere la sua musica e le sue storie solo con degli sconosciuti non gli basta più, perché, secondo lui, la musica è importante solo se è condivisa con i propri affetti, con le persone di casa sua. Torna quindi a Milano per un breve periodo ma non smette di suonare per strada, anzi inizia a girare l'Italia suonando nelle piazze in cambio di vitto e alloggio, per condividere la sua musica con un pubblico sempre più grande. Qualcuno inizia a notarlo, soprattutto nel web inizia a girare la sua storia di artista di strada, o busker che dir si voglia, e Matteo decide di mettere le sue storie musicali in un disco chiedendo al suo pubblico di sostenerlo in questo progetto attraverso MusicRaiser, una piattaforma di crowdfunding (una sorta di finanziamento spontaneo del pubblico ad un determinato progetto di un artista) e riesce a raccogliere in soli 60 giorni i 10.000 € necessari per la realizzazione del disco.


Il 25 Aprile 2013 esce così il disco "Le chiavi di casa mia", Matteo presenta al grande pubblico il suo sogno, vende complessivamente più di 25000 copie dei suoi singoli ma continua a suonare per strada soprattutto nelle grandi città del nord. Nel 2014 gli offrono un'altra grande opportunità: la storica Barley Arts lo ingaggia, con la sua band, per un minitour di 4 date a Roma, Napoli, Modena e Torino in cui può finalmente condividere la sua musica con i suoi fan in cui palcoscenico adeguato.


La storia di Matteo continua ogni giorno, lui continua a suonare la sua musica per la strada con la gente e tra la gente, vivendo di un sogno che lo renderà felice ogni giorno di più.


www.soltanto.net 


[youtube http://www.youtube.com/watch?v=McME9aepIOU?rel=0&controls=0&showinfo=0]

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Interstellar, il mancato capolavoro di casa Nolan.

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Avete presente i film in cui la produzione spende milioni e milioni per la campagna pubblicitaria creando un'aspettativa spropositata? Bene, Interstellar è uno di questi. Vuoi per i grandi nomi, dalla regia al cast, vuoi per quel che ci si aspetta da un film di questa portata, appena usciti dal cinema ci si sente confusi se non delusi. L’incipit vede un pianeta terra inabitabile dal genere umano e ne consegue la missione per esplorare l’universo alla ricerca di pianeti abitabili. Da queste premesse e dal modo in cui vengono sviluppate la pellicola lascia gridare al capolavoro ma una volte spente le luci che danno il via al secondo tempo la storia si inizia a piegare dalla parte sbagliata. Quello che delude di Interstellar non sono le incoerenze scientifiche, le quali sono già state motivo di critica, ma i temi attorno al quale gira il film. L’eroismo americano, l’amore che vince sulla scienza e un copione a volte non proprio all’altezza del progetto, sono i veri bug di un film che dopo la prima ora dà la sensazione di essere un vero capolavoro, ma che purtroppo con il procedere del film svela la sua identità in una trama che si perde in alcuni passaggi chiave, imponendo al pubblico di non chiedersi i dovuti perché. I veri punti di forza sono invece gli effetti speciali e la colonna sonora che si combinano alla perfezione per tutta la durata della pellicola. Croce e delizia è il premio Oscar Mattew McConaughey che in questo film non conosce una crescita né come attore né come personaggio, sembra infatti che sia il personaggio a fare il film e non c’è una concreta evoluzione del protagonista: per come ci viene presentato lascia sottintendere già dall’inizio che sia un “superuomo” e che lo sarà per il resto del film. Tutto ciò non fa che appesantire l’arduo compito di McConaughey di sostenere da solo tutta la durata del film.mcoun Il rapporto padre-figlia viene ben affrontato grazie alla caratura del cast,  e anche i temi dell’esplorazione e della relatività del tempo vengono trattati in maniera eccezionale, creando momenti di incredulità e suspense ma da un certo punto in poi l’eroismo che ci viene mostrato diventa banale, e “l’americanata” è sempre dietro l’angolo (pensando all’eroismo del Bruce Wayne di Nolan scende una lacrima di malinconia). Interstellar è comunque un capolavoro mancato da vedere e rivedere per capire tutte le sfumature che a una prima visione possono sfuggire. Anche se la sensazione è la stessa di quando a scuola si scriveva un bel tema ma si riempiva di fronzoli per completare la quarta colonna.


A voi è piaciuto il film? Fatemi sapere la vostra scrivendo un commento.

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Missione compiuta, Rosetta atterra sulla cometa

Finalmente ce l’ha fatta. Dopo 10 anni in viaggio per lo spazio, il lander Italiano Philae della missione Rosetta ha raggiunto la cometa 67/Churyumov- Gerasimenko. Ci sono volute 7 ore di atterraggio per arrivare sulla superficie, che hanno fatto tremare di paura i tecnici e gli scienziati del centro di controllo dell’Esa tedesco (l’Esoc di Darmstadt). Ma alla fine, tutti si sono abbracciati calorosamente e hanno festeggiato la riuscita della missione.


La sonda, partita per lo spazio il 2 marzo del 2004, ha viaggiato per 511 milioni di chilometri, per poi entrare in uno stato di ibernazione della durata di 3 anni e risvegliarsi nel maggio 2014 per prepararsi alla manovra di atterraggio, raggiungendo il record di veicolo che si è avvicinato più di qualsiasi altro ad una cometa. I due ricercatori che hanno guidato la missione sono italiani, Paolo Ferri e Andrea Accomazzo, e 3 degli 11 strumenti a bordo di Rosetta sono italiani.



 È un giorno storico, dobbiamo essere orgogliosi che la tecnologia italiana abbia contribuito a portare  la missione Rosetta dell'Agenzia Spaziale Europea fin laggiù". Commenta così su Twitter il presidente del consiglio Matteo Renzi.

I tecnici dicono di non essere ancora sicuri della posizione del lander, tuttavia sta funzionando correttamente e a breve arriveranno nuovi aggiornamenti.  Intanto, la sonda Rosetta che si trova a debita distanza dalla cometa, sta scattando le prime fotografie di Philiae sul sito di atterraggio che provvisoriamente è stato chiamato Agilkia.


E da youtube arrivano i primi brani in onore della sonda Rosetta, realizzati da Vangelis, il compositore greco premio Oscar per la colonna sonora di “Momenti di gloria”. Che dire, un’impresa a dir poco spaziale!

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Immigrant Song, la canzone dei vichinghi

La canzone dei vichinghi di quella che da molti è considerata la band rock più grande di tutti i tempi. Prima traccia dell'album uscito nel 1972 Led Zeppelin III, fu scritta da Robert Plant rimasto influenzato dal concerto in Islanda a Reykjavìk. Ed è proprio il vocalizzo dell'indistinguibile voce del cantante che parte a inizio canzone, accompagnato dal riff ripetuto di Jimmy Page.




Veniamo dalla terra del ghiaccio e della neve,
dal sole di mezzanotte dove sgorgano le sorgenti calde.
Il martello degli dèi
spingerà le nostre navi a nuove terre,
per combatter l'orda, cantando e urlando:
Valhalla, sto arrivando!



Il testo della canzone è un poema dal punto di vista dei vichinghi che racconta il grido di battaglia dei guerrieri alla conquista delle coste europee. Ci sono riferimenti alla mitologia norrena come Mjöllnir il martello degli dèi brandito da Thor, e al Valhalla: palazzo di Asgaroth a cui potevano accedere solo gli uomini con onore morti valorosamente in battaglia. La canzone fu modello di riferimento per molte band metal ed epic metal, come gli Iron Maiden e i Manowar.


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Nun Te Reggae Più, la denuncia di Rino Gaetano

Forse è la canzone più esplicitamente critica alla politica italiana degli anni '70 del cantautore italiano. Se c'è una cosa che non è mai mancata a Rino Gaetano è l'irriverenza, la satira, la burla, lo scherzo, la presa in giro. Erano caratteristiche che gli appartenevano anche nella vita privata, era solito fare spesso scherzi inaspettati agli amici. Proveniente dall'album omonimo e inclusa anche nell'LP Nun Te Reggae Più/E cantava le canzoni entrambi usciti nel 1978, il testo non risparmia nessuno e stila una lista pungente della penisola nostrana. Uno sguardo anche ai valori conservatori come la castità, la verginità, il ruolo della donna succube e il maschio dominante. Nel cesto finiscono anche i partiti: PCI, PSI, DC. E personaggi pubblici noti come Cazzaniga, Agnelli, oppure cita Capocotta per il caso Montesi. Sono presenti anche volti che hanno lasciato un segno in Italia come Bearzot e Tardelli. Il titolo mantiene il classico stile dei giochi di parole, peculiare del cantante di origini calabresi, il quale deriva dal modo di dire romanesco "nun te reggo più", frase che sentiva ripetersi sempre da un amico.
Un evergreen a cui basta sostituire nomi contemporanei per capire quanto il pezzo sia ancora attuale e fedele a l'Italia.


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Baustelle - Charlie Fa Surf

"Charlie Fa Surf" è il primo singolo dei Baustelle ad essere estratto dall'album "Amen" del 2008.  La canzone è ispirata a "Charlie Don't Surf", opera di Maurizio Cattelan, nella quale è rappresentato un bambino con le mani inchiodate al banco di scuola con le matite, che a sua volta è stato ispirato da un dialogo del film "Apocalypse Now". Come spiegato da Bianconi, il frontman del gruppo, il testo della canzone ha due chiavi di lettura. La prima è quella che traspare a primo impatto: si tratta di un canto di ribellione adolescenziale con riferimenti ai Ramones (lamazza da baseball di "Beat on the Brat") in cui il linguaggio gergale e diretto è volutamente provocatorio. La seconda, è una condanna dei ragazzi d'oggi, i quali, per sentirsi diversi, non fanno che identificarsi in certe tipologie di musica e modi di essere con il risultato di diventare comunque omologati. Il brano, è stato un successo nazionale, riuscendo a scalare la classifica di 50 Songs di RadioDeejay fino al quarto posto.

 

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Something In The Way, la vita da vagabondo di Kurt Cobain

Ultima traccia di Nevermind, l'album di maggiore successo dei Nirvana, è probabilmente la canzone più triste e malinconia del disco. Fu scritta dal frontman biondo e trasandato della band statunitense e deriva da uno dei periodi più tristi della sua adolescenza: la madre lo allontanò di casa dopo l'abbandono della scuola superiore perché non voleva trovarsi un lavoro. Kurt Cobain era sempre stato attratto da uno stile di vita legato alla strada e all'indipendenza e per un brevissimo periodo visse sotto un ponte ad Abeerden, la cittadina in cui nacque. Il testo racconta e immagina della vita sotto il ponte e di come poter vivere in quella situazione. Esprime tutta la sensibilità dell'artista e l'empatia che provava nei confronti degli animali selvatici. Sentimenti che non riusciva a trovare nella società in cui viveva e che lo facevano sentire solo. Celebre è la frase: “Va bene mangiare pesce, perché loro non hanno sentimenti”. Il periodo in cui visse come vagabondo non durò molto e venne presto ospitato da amici. Una fase che lo portò ad avvicinarsi a droghe di qualunque tipo e che si tramutò nella rabbia che lo avviò al punk e a band come The Stooges, Black Flag, Minor Threat e i Void.
Nel video la versione unplugged della canzone a New York.


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