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Pensieri & Parole dal team di Active Media

Quando Dio creò l'amore

Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra.


Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo.

Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il suo Sacro Universo.

Charles Bukowski

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Elton John - Candle in the Wind

31 Agosto 1997, l'apparente tranquillità della monarchia britannica, perde il sonno. Queen Elisabetta da quella fatale notte, la notte in cui per cause ancora da accertare morì Lady D., dovette lasciare da parte i propri sentimenti rancorosi per riavvicinarsi al popolo che le preferiva senza ombra di dubbio, il personaggio a volte goffo sempre glamour ma soprattutto "umano" della principessa Dyana.
La principessa era molto amata dagli inglesi e grazie al suo indomito impegno umanitario ed alle sue amicizie tra i musicisti e la gente dello spettacolo, il popolo ne considerava l'appartenenza .
Il funerale di Lady D è passato alla storia come evento mediatico senza precedenti, con fiumi d'inglesi presenti ed accalcati fuori dell'abbazia di Westminster.
Elton John, amico intimo della principessa, suonò dal vivo una versione riadattata della sua Candle In The Wind, originariamente dedicata a Marilyn Monroe ed a cui per l’occasione si modificò anche il testo: la prima strofa, goodbye Norma Jean, divenne Goodbye England rose in omaggio a Lady Diana e la ripubblicazione del brano sul mercato discografico come singolo per beneficenza, gli fece presto guadagnare lo status di singolo più venduto di tutti i tempi, con oltre 40 milioni di copie distribuite nel mondo.





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Little Lion Man - Il piccolo uomo leone contro il futuro

In questi momenti bui e di crisi per le nuove generazioni che si trovano davanti un futuro incerto e improbabile, che si trovano a far fronte a sbagli, o meglio errori che non gli appartengo, è proprio qui che un genitore ormai consapevole di quello che aspetta al proprio figlio, perché come dice il detto “quello che semini raccogli”, cerca di rassicurarlo e dargli forza per affrontare la scalata, la via più ardua e difficile che ci sia, la vita stessa.


Questo è il messaggio che cercano di esprimere i Mumford & Sons nella canzone Little Lion Man, il singolo estratto dall’album di debutto della band, Sigh No More, rilasciato in Inghilterra l’11 agosto del 2009.


Il brano sembra quasi una lettera scritta da un padre per il proprio figlio nella quale cerca di metterlo in guardia sulle avversità del futuro. Le melodie del brano, indie folk, caratterizzato dalle emozionanti voci dei cantanti, esprimono alla perfezione l’importanza dell’argomento trattato. Dalla data della sua pubblicazione ha ottenuto subito grande successo, raggiungendo le zone di alta quota nelle classifiche di tutto il mondo: nel 2009 raggiunge la posizione 72 nella UK Singles Charts, e solo due settimane dopo entra a far parte della Top 40. Mentre in America entra a far parte della Billboard Hot 100.


Per quanto riguarda il video, una semplice video clip che riprende i Mumford & Sons su di un palco che imbracciano i vari strumenti (chitarra, banjo, contrabasso, batteria e tastiera) di certo non è niente di speciale, forse cerca di forzare l’attenzione più sul gruppo e sulla sua immagine, più che valorizzare l’importante tema proposto dalla band.


[youtube http://www.youtube.com/watch?v=lLJf9qJHR3E?rel=0&controls=0&showinfo=0&w=640&h=360]
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Le parole, di Charles Bukowski

le parole non hanno occhi né gambe,

non hanno bocca né braccia,

non hanno visceri

e spesso nemmeno cuore,

o ne hanno assai poco.

non puoi chiedere alle parole

di accenderti una sigaretta

ma possono renderti più piacevole il vino.

e certo non puoi costringere le parole

a fare qualcosa che non voglion fare.

Non puoi sovraccaricarle.

e non puoi svegliarle

quando decidono di dormire.

a volte

le parole ti tratteranno bene,

a seconda di quel

che gli chiedi

di fare.

altre volte,

ti tratteranno male,

qualunque cosa

tu gli chieda

di fare.

le parole vanno

e vengono.

qualche volta ti tocca

di aspettarle a lungo.

qualche volta non tornano

più indietro.

qualche volta gli scrittori

si uccidono

quando le parole li lasciano.

altri scrittori fingeranno di averle ancora

in pugno

anche se le loro parole

sono già morte e sepolte.

fanno così

molti scrittori famosi.

e molti meno famosi

che sono scrittori soltanto

di nome.

le parole non sono

per tutti.

e per la maggioranza,

esistono

soltanto per poco.

le parole sono

uno dei più grandi

miracoli

al mondo,

possono illuminare

o distruggere

menti,

nazioni,

culture.

le parole sono belle

e pericolose.

se vengono a trovarti,

te ne accorgerai

e ti sentirai il più fortunato

della terra.

nient'altro avrà più

importanza

e tutto sembrerà importante.

ti sentirai

il dio sole,

riderai del tempo che fugge,

ce l'avrai fatta,

lo sentirai

dalle dita

fino alle budella,

e sarai diventato,

finchè

dura,

un fottutissimo scrittore

che rende possibile

l'impossibile,

scrivendo parole,

scrivendole,

scrivendole.
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Le cose migliori

"Le cose migliori risplendono di paura."

Don DeLillo
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