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Pensieri & Parole dal team di Active Media

Una pausa

Per me la tristezza non esiste. È solo una pausa per riprender fiato tra una battuta e l'altra.

Serve a riordinare le idee, come un sorso di whisky per l' alcolista o la rosa dal gambo lungo per una signora ancien régime.


Franca Valeri
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Coldplay - The Scientist

The Scientist è il secondo singolo estratto dall'album A Rush of Blood to the Head del 2002 dei Coldplay. La canzone ha avuto un buon successo in tutta Europa, riuscendo a vincere il disco d'oro negli Stati Uniti con oltre 500.000 copie vendute. Il leader del gruppo, Chris Martin, ha dichiarato di aver scritto il brano dopo aver ascoltato All Things Must Pass di George Harrison. In un'intervista alla rivista  Rolling Stone, Martin ha rivelato che durante il lavoro sul secondo album della band,  A Rush of Blood to the Head, era convinto che l'album mancasse qualcosa. Una notte, durante un soggiorno a Liverpool, il frontman trovò un vecchio pianoforte stonato. Voleva lavorare sulla canzone di Harrison, Isn't It a Pity, ma non riuscì a farlo. Quando la canzone è venuta in mente a Martin, ha riferito al giornale che il registratore era acceso. Ha concluso dicendo che si è imbattuto in questa sequenza di accordi e ha preso atto che l'accordo era "bello". Martin ha registrato la parte vocale e al  pianoforte in uno studio di Liverpool. Il video musicale è stato girato completamente al contrario, Martin, per le riprese, dovette imparare a cantare la canzone al contrario, ed impiegò circa un mese. Chris si trova con una sua presunta fidanzata, interpretata dall'attrice Elaine Cassidy, in macchina; quando avviene un incidente e la ragazza muore. Il video del singolo ha vinto tre MTV Music Video Awards, per l'uso del video di narrativa inversa.


 

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La tragedia degli albini d’Africa

Quello che avviene oggi nell’africa dell’apartheid è un vero e proprio massacro. Evidentemente la storia ha insegnato molto poco anche ad un paese come l’Africa, che da sempre cerca ansiosamente lo sviluppo ma che si ostina a rimanere legata alle sue tradizioni tribali anche a scapito dei suoi stessi figli. I neri albini sono coloro che, per ironia della sorte, sono nati bianchi; privi di melanina e pigmenti, sono nati senza diritti, senza amore ne comprensione. Isolati, maltrattati e picchiati, vengono ripudiati subito dai loro stessi genitori, immediatamente dopo il parto vengono accantonati, considerati portatori di sventura e lasciati crescere in una società che si prenderà gioco di loro e arriverà addirittura ad ucciderli.


L’Africa è protagonista di un massacro che si è svolto in sordina per troppo tempo, una strage silenziosa di cui molti non sono al corrente o di cui altri faticano a credere.


Alle soglie del 2010, questo continente colpito da discriminazioni e guerre, ora vede la povertà andare a braccetto con la superstizione; vince ancora il razzismo, un razzismo alla rovescia questa volta, che colpisce gli albini solo per il colore della loro pelle.


Assurde credenze fanno si che gli albini vengano prelevati dalle loro case, di notte, e poi uccisi e fatti a pezzi, perché un loro braccio, un orecchio o qualsiasi altra parte del corpo attira la fortuna e la ricchezza.


Si fanno amuleti con i loro organi e col loro sangue, appositi stregoni, creano pozioni magiche che vengono vendute poi a caro prezzo.


Queste ridicole superstizioni contribuiscono alla formazione di un traffico criminale dove da morti, vengono venduti questi poveri sventurati.


Unica colpa: avere un diverso colore della pelle, essere molto più simili ad un bianco che ad un nero.


Così a causa dell’ignoranza e della crudeltà la strage si ripete, costringendo bambini a vivere da soli, a gettarsi in strada; la solitudine fa male, ma nel loro caso gli permette di vivere; lontano dalla comunità o dalla famiglia, per cui sei uno spirito maligno e meriti torture o indifferenza.


Nello Zimbabwe le donne albine vengono violentate perché si è convinti che un rapporto con loro possa guarire dall’aids, si torna dunque alle credenze di tipo medievale, nella quale si credeva in persone dal potere taumaturgico.


Presso alcuni popoli vige inoltre la credenza che gli albini non muoiano ma svaniscano sotto la pioggia; è inoltre lecito sputare in terra al loro passaggio per scacciare il malocchio.


In Tanzania sono stati riesumati corpi, soprattutto di bambini, che sono poi stati scuoiati, perché la loro pelle si vende meglio di quella di leopardo, ed è ricercatissima.


In tutto questo la polizia ha avuto l’incarico di cacciare gli stregoni e vigilare su questa illogica situazione che sta prendendo il sopravvento.


Si apre una nuova caccia alle streghe quindi.


Non c’è progresso, ma regresso.


Si faccia qualcosa dunque, di concreto, per gli albini, che devono fare i conti non solo con la crudeltà umana, ma anche con un altro terribile nemico che è il melanoma.


Ma soprattutto si cerchi, tramite l’informazione, di sfatare miti assurdi portatori di morte e di far capire alle comunità africane, che non si diventa di certo ricchi indossando al collo organi di albino o bevendone il sangue.

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Quando la donna cannone prese l'ultimo treno

Francesco De Gregori scrisse questa canzone ispirato da un articolo che raccontava di un circo rimasto orfano della sua più grande attrazione, fuggita via per inseguire il suo grande amore. L’articolo recitava:


” Siamo agli inizi del novecento, in uno di quei capannoni destinati ai circensi. In uno di quegli attimi morti, mentre la gente va via dal circo, mentre gli artisti riposano le stanche membra, due occhi si incrociano.. due anime sentono di doversi amare.. Ma la regola lo vieta. Non avrebbero potuto esaudire il loro puro desiderio di condividere le proprie emozioni con l’altro perchè “le regole del circo” non consentivano. Così la donna cannone, quell’enorme mistero, volò…”


Nei versi di De Gregori la donna, svincolata dagli stereotipi del “fenomeno da baraccone”, racconta in prima persona la sua fuga dando voce ad uno smisurato desiderio di amore, di tenerezza e,  soprattutto, di una vita normale, lontana da chi sfrutta le diversità ai fini dello spettacolo.

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Cher - Believe

Believe è un singolo della cantante statunitense Cher del 1998 ed estratto dall'omonimo album Believe. L'album, è dedicato a Sonny Bono, morto in un incidente sciistico, ed il singolo risulta essere una delle canzoni più vendute di sempre. È spesso vista come la canzone che ha riportato la cantante al successo a livello mondiale, avendo raggiunto la prima posizione nelle classifiche di ben 23 paesi, vincendo un Grammy Awards nella categoria Best Dance Song. In Italia, è stata usata come colonna sonora di uno spot dell'azienda telefonica Omnitel, con protagonista Megan Gale, ed è stata usata una cover di Like di Believe come colonna sonora del film di natale Paparazzi del 1998 di Neri Parenti. Disco d'oro in Germania e Nuova Zelanda, disco di platino in Australia, Austria, Belgio, Norvegia Paesi Bassi, Regno Unito, Stati Uniti, Svezia, Svizzera e disco di diamante in Francia.


 

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