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Pensieri & Parole dal team di Active Media

Gilles Villeneuve - La leggenda dell'aviatore

Spesso, parlando di Formula 1, siamo abituati a ricordare i piloti che hanno fatto la storia di questo sport. Solitamente citiamo i più vincenti, perchè sono le vittorie che rendono famoso un personaggio sportivo più ogni altra cosa. Gilles Villeneuve è entrato nella storia della Formula 1 vincendo solo 6 gare in carriera. C'è una frase di Enzo Ferrari che racchiude tutto quello che è stato il piccolo canadese: "Villeneuve vince anche quando perde". Il Drake lo ingaggiò nel 1977, quando sul suo curriculum c'era solo una gara disputata in Formula 1 e la fama di grande pilota di motoslitta. Doveva sostituire Niki Lauda, che col cavallino aveva vinto due mondiali. Le prime corse non furono certo incoraggianti, si guadagnò il soprannome di "aviatore" dopo aver spiccato il volo sulla Tyrrell a sei ruote di Ronnie Peterson, il suo idolo; l'atterraggio fu drammatico, perchè la sua Ferrari uccise un commissario di gara e un fotografo. Nel '78 ottenne la prima vittoria, nell'ultimo Gran Premio in Canada, dove stappò per la prima ed unica volta nella storia della Formula 1 una bottiglia di birra, invece che il classico champagne. A fine anno il confronto con il compagno di scuderia Carlos Reutemann fu impietoso per il canadese, ma sorprendentemente Ferrari decise di far fuori l'argentino, e non Villeneuve, per far posto al sudafricano Jody Scheckter.images Nel '79 la Ferrari va forte, Villeneuve vince tre gare, ma perderà il titolo a discapito dell'amico e compagno Scheckter proprio perchè per tutta la stagione non ha mai alzato il piede dall'acceleratore. Certo ha dato spettacolo, ma questa sua indole l'ha portato a buttare via i punti necessari per vincere il titolo. In Francia da vita alla battaglia più bella mai vista su un circuito insieme a Renè Arnoux (e pensare che in palio c'era solo un secondo posto). In Spagna arrivò senza benzina a pochi metri dal traguardo. In Olanda, dopo una foratura, decise di fare un giro praticamente su tre ruote, distruggendo di fatto la sua Ferrari. Ma a Monza scortò, da fedele scudiero, l'amico Scheckter che con quella vittoria vinse il mondiale, l'ultimo in casa Ferrari prima dell'epopea di Schumacher.

Villeneuve ha conquistato tutti, pur non vincendo dà spettacolo e avvicina molte persone al mondo dell'automobilismo. Qualcuno però non la pensa così, ad esempio Bernie Ecclestone che lo considera un pericolo pubblico. La stagione successiva è una delle più disastrose per la Ferrari e una delle più drammatiche per la storia della Formula 1. Scheckter, realizzato il sogno del titolo mondiale decide di ritirarsi. Ferrari così ingaggia il francese Didier Pironi; Villeneuve cerca di costruire con il nuovo compagno di box un rapporto come quello che ha avuto Scheckter e sembra riuscirci.gilles_villeneuve__netherlands_1979__by_f1_history-d5xh8g6 Nell'81 vincerà due gare di fila, una a Montecarlo e l'altra in Spagna, dove la sua lenta Ferrari  riesce a mettersi davanti e a non farsi superare dalle quattro vetture che la seguono; ma la stagione è segnata da tanti ritiri. Il 1982 inizia con due ritiri, poi nel Gran Premio di San Marino Pironi gli rifilò una pugnalata alle spalle, sorpassandolo agli ultimi giri, dopo che dal muretto era comparsa la scritta "Slow", interpretata da Villeneuve come "mantenere le posizioni". Rientrato nei box non venne difeso come pensava, così si sentì solo contro tutti. Aveva solo un modo per rifarsi, vincere il Gran Premio del Belgio, ma quella gara non la corse mai perchè durante le prove del sabato la sua Ferrari spiccò il volo per l'ultima volta e il suo corpo fu sbalzato fuori dalla vettura. Quel giorno se ne andò Gilles Villeneuve, ma nacque la Leggenda dell'Aviatore.


Quindici anni dopo la sua morte suo figlio Jacques ha vinto quel titolo mondiale che non era riuscito a conquistare. Gilles però ha fatto molto di più: ha reso popolare uno sport, grazie al suo coraggio e a quella voglia di andare sempre oltre il limite.
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Freestyler - Cuffie, Beat e Stile Libero

Ve la ricordate? Mi riferisco alla generazione del dei primi anni 2000. Proprio del 1999 veniva pubblicata Freestyler uno dei singoli, o forse l’unico più famoso, dei Bomfunk MC’s, un gruppo break/hip-pop finlandese formatosi nel 1997.


Il brano, nel quale si può sentire sicuramente il suono dei sintetizzatori tipici degli anni 80’, raggiunse, subito dopo la pubblicazione, le vette di diverse classifiche in tutto mondo: come Europa, Australia, Nuova Zelanda, Turchia e infine il secondo posto nel Regno Unito. Celebre per essere riuscito a sfuggire alla censura, il brano al suo interno infatti contiene riferimenti, sotto forma principalmente di battute o insulti, verso film, canzone e cantanti. Esempio eclatante è una frase del testo che recita “So who the fuck is Alice, is she from Buckingham Palace?” (“Chi cazzo è Alice, viene da Buckingham Palace?”), che si riferisce alla canzone Living Next Door to Alice dei Smokie.


Il video girato nella metropolitana di Helsinki, vede il protagonista, il modello e musicista finlandese Marlo Snellman, all’epoca quindicenne, indossare delle cuffie e con il suo magico Mp3, che usa come fosse un telecomando del tempo, riesce a mettere in pausa e far ripartire a suo piacimento tutto ciò che lo circonda, un po’ quello che sogniamo di fare quando i beat di un pezzo come Freestyler riescono a coinvolgerci pienamente e ci fomentano fino a quando non capiamo che magari, muovendoci in modo strano e alcune volte anche fuori tempo, le persone che sono intorno a noi ci guardano perplesse.



[youtube http://www.youtube.com/watch?v=ymNFyxvIdaM?rel=0&controls=0&showinfo=0&w=640&h=360]
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Just Breathe, le altre parole dell'amore

Eddie Vedder, leader e compositore dei Pearl Jam, l'ha definita come "la cosa più vicina ad una canzone d'amore che abbia mai scritto".


Ed in effetti questo pezzo mozzafiato è forse l'unica canzone d'amore a non utilizzare proprio la parola "amore", è il canto di un innamorato che invece confessa di aver bisogno di lei e chiede all'amata di stringersi a lui fino al giorno in cui morirà, nient'altro! Se non è amore questo...!!



Yes I understand that every life must end, aw huh,..

As we sit alone, I know someday we must go, aw huh,..

I'm a lucky man to count on both hands

The ones I love...

 

Some folks just have one,

Others they got none, aw huh,..

 

Stay with me,..

Let's just breathe...

 

Practiced are my sins,

Never gonna let me win, aw huh,..

Under everything, just another human being, aw huh,..

Yeah, I don't wanna hurt, there's so much in this world

To make me bleed.

 

Stay with me...

You're all I see..

 

Did I say that I need you?

Did I say that I want you?

Oh, if I didn't now I'm a fool you see...

No one knows this more than me.

As I come clean.

 

I wonder everyday

as I look upon your face, aw huh,..

Everything you gave

And nothing you would take, aw huh,..

Nothing you would take,..

Everything you gave.

 

Did I say that I need you?

Oh, Did I say that I want you?

Oh, if I didn't now I'm a fool you see,.. 

No one know this more than me.

As I come clean.

 

Nothing you would take,..

everything you gave.

Hold me till I die,..

Meet you on the other side.
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La via delle stelle

“Notte Stellata” il meraviglioso percorso per ciclisti ispirato al celebre dipinto del pittore Vincent Van Gogh , inaugurato in Olanda il 13 Novembre. Questo bellissimo omaggio installato nella città di Nuenen vicino a Eindhoven è di ben 600 m e fa parte di un tour per visitare i luoghi dove Van Gogh è nato e cresciuto nella provincia olandese di Nord Brabant, utilizzando l'energia solare per brillare nella notte.
Il percorso di giorno si presenta come una semplice strada di pietre bianche, ma di notte si illumina completamente attraverso luci luminescenti di tecnologia alimentati da pannelli solari insatallati sul pavimento, imitando l'immagine del celebre dipinto . L'illuminazione non infastidisce gli occhi e non interferisce con la natura circostante. Lungo alcuni punti del percorso si trovano dei LED che garantiscono luce supplementare nel caso in cui l'energia solare non sia sufficiente ad illuminare tutto il percorso dopo una giornata nuvolosa.
Si tratta di una creazione artistica dello studio Daan Roosegarde condotta in collaborazione con Heigmans Infrastructure progettata in occasione del “Van Gogh 2015 International theme year” dedicato ai 125 anni dalla scomparsa del pittore olandese.
Un progetto straordinario ,un sistema di illuminazione autosufficiente che potrà ospitare sia i cittadini che i turisti alla riscoperta dell'arte, della cultura e del piacere di muoversi in bici.


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Spendi spandi spandi spendi effendi, diceva Rino.

Il termine video-clip è un neologismo nostrano per cui la musica e le immagini si uniscono in una relazione datata ormai anni ’90.

Anni ’90 si, ma dell’800; fu proprio infatti nel 1894 che due editori di spartiti musicali, Edward B. Marks e Joe Stern, incaricarono il tecnico George Thomas di promuovere le vendite della canzone “The Little Lost Child”, ebbene Thomas, con l’aiuto di una lanterna magica (un proiettore di immagini su pareti) proiettò delle figure fisse su uno schermo, et voilà, ecco a voi l’antenato del video musicale.

Una famiglia allargata che di lì a poco crescerà; arriveranno infatti i primi corti, poi le immagini animate di Walt Disney, i Soundies (film musicali) ed infine le clip, la cui lunga dinastia inizierà con un video per la canzone “Dame si do bytu”.

Da allora il binomio musica – immagini ha fatto numerosi passi avanti, ha creato un business enorme in cui sono stati coinvolti registi, attori, scenografi e gli stessi musicisti.

Ma è in tempi relativamente più recenti, come gli anni ’80 e ’90 (questa volta del nostro secolo), che artisti come Madonna e Michael Jackson hanno aperto la strada alla nascita di una vera e propria classifica dei videoclip più costosi di sempre.

E’ obbligatorio citare dei dati per soddisfare la curiosità altrui dopo questa prima introduzione: and the winner is? i fratelli Jackson per l’appunto, precisamente Michael e Janet nel videoclip di Scream (1995) che si piazzano al primo posto; i video di Jacko sono sempre stati molto costosi, ma questo supera di gran lunga ogni budget stanziato in precedenza, il regista Mark Romanek spese ben 7 milioni di dollari, una fortuna all’epoca, ma ben misera cosa di fronte all’enorme patrimonio del pupillo di casa Jackson, un uomo che poteva permettersi di avere in casa: uno zoo, una camera ad ossigeno e addirittura un team intero di chirurghi plastici.

Al secondo posto c’è la Ciccone de Noantri, per esteso Madonna Louise Veronica, che con il video di Die Another Day (2002) colonna sonora di James Bond ha speso circa 6 milioni di dollari.

E ancora sul podio, al terzo posto, uno dei videoclip più belli di sempre, quello in cui Axl Rose cammina per strada affiancato da delfini e a camminare sull’acqua non c’è Gesù, ma Slash, al secolo Soul Hudson; parliamo del video di Estranged, per cui furono spesi 4 milioni di dollari nel 1993.

Potremmo continuare per molto ancora, citando nomi altisonanti (e spendaccioni) del mondo della musica come, Mariah Carey, Celine Dion e Will Smith (chi non ricorda il video di Miami?)

Ma a noi piace andare contro tendenza; dunque come non citare il videoclip meno costoso nella storia della musica? Sappiate che lo ha realizzato David Bowie, nel 2013, per la canzone Love is Lost, spendendo appena 12,99 sterline.

A dimostrazione del fatto che si può fare un ottimo lavoro pur con un budget ristretto, oppure che se sei David Bowie puoi permettermi sicuramente di azzardare un po’di più.
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