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Pensieri & Parole dal team di Active Media

Dražen Petrović - L'uomo della svolta

Oggi siamo abituati a vedere le partite NBA in cui ci sono molti giocatori europei:  ad esempio Dirk Nowitzki è un eccellente cestista tedesco, che ha portato Dallas al titolo nel 2011; il nostro Marco Belinelli pochi mesi fa ha trionfato con i San Antonio Spurs; senza tralasciare Toni Kukoc che vinse tre titoli con i Bulls di Jordan. Tutta questa europeizzazione della National Basketball Association non sarebbe stata possibile senza il talento e il coraggio di Dražen Petrović. Una ventina d'anni fa, infatti, gli europei nella NBA si contavano sulle dita di una mano, Petrović che in Europa aveva vinto tutto con il Real Madrid decise di imbarcarsi per gli States e andò a Portland. Con i Blazers, però,  ha passato più tempo in panchina che sul parquet. Con la diffidenza nei suoi confronti di tutto l'ambiente non si esprime al meglio, così nel 1991 Portland lo lascia andare ai New Jersey Nets.  images


Qui il suo minutaggio aumenta considerevolmente e i risultati si vedono sul campo. Per la prima volta gli americani si innamorano di un cestista nato oltre Oceano. Quello che riesce a fare con la sua nazionale, la Jugoslavia,  è notevole: argento alle Olimpiadi di Seul nell' 88, oro all'Europeo giocato in casa nell'89, oro Mondiale in Argentina nel '90 e argento a Barcellona nel'92, dove cade solo dinanzi al Dream Team. Proprio dopo il mondiale vinto in Argentina s'incrina il rapporto con l'amico fraterno Vlade Divac, l'uno serbo,  l'altro croato, fanno capire che l'equilibrio geopolitico della Jugoslavia si sta sgretolando. Divac non riuscirà mai più a riallacciare il rapporto con l'amico. Dopo una partita che la Croazia ha giocato in Polonia, decide di tornare a casa in auto con la fidanzata, invece che in aereo col resto della squadra, tale scelta gli fu fatale. La ragazza, che oggi è diventata la signora Bierhoff, è alla guida e non si accorge del restringimento della carreggiata. Lo schianto è violentissimo e letale per il cestista croato. Dražen ci ha lasciati il 7 giungo 1993 a soli 28 anni; ancora oggi, in Croazia, il 7 giugno è lutto nazionale.

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The Monkees - I'm a believer

Cosa c'entra Neil Diamond con I Monkees , Caterina Caselli , Eddie Murphy e gli Smash mouth?
Neil Diamond ha scritto "I'M A BELIEVER" e poi, dopo il successo mondiale della stessa, l'ha anche incisa.
I monkees, incisero il pezzo sparandolo al 1° posto della classifica Billboard il 31 Dicembre del 1966 e vi è rimasto per sette settimane diventando così il singolo più venduto del 1967, in due giorni di pubblicazione vende oltre un milione di copie, diventando disco di diamante!
In Italia viene affidata alle mani sapienti di Caterina Caselli, che la trasforma in "Sono Bugiarda" l'arrangiamento italiano è sicuramente imponente ma lungi da essere il clamoroso successo dell'originale.
Gli smash Mouth con Eddie Murphy, nel 2001 ne fecero una cover, come parte della colonna sonora di Shrek, scelsero proprio questa canzone per via della frase iniziale:
"Pensavo che il vero amore esistesse solo nelle favole
Destinato a qualcun’altro ma non a me
Ero nel mirino del fucile dell’amore
O almeno così sembrava
La delusione perseguitava i miei sogni..."


Qui di seguito vi proponiamo in esclusiva tutte e quattro le versioni, Neil Diamond, The Monkees, Caterina Caselli e gli Smash Mouth con Eddie Murphy...buon ascolto!


Neil Diamond



 The Monkees



 Caterina Caselli



Smash Mouth e Eddie Murphy



                                                                                                                                           THAT'S ALL

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Edward Sharpe and the Magnetic Zeros - Home

Forse non tutti conosco la band, ma tutti abbiamo certamente sentito almeno una volta questo brano, anche solo per puro caso facendo zapping in tv e guardando la pubblicità della nuova Peugeout 2008 che lo ha scelto proprio come colonna sonora.


Gli Edward Sharpe and the Magnetic Zeros sono un gruppo californiano composto da un’innumerevole quantità di componenti (almeno 12) e guidata dal leader Alex Ebert. Fu proprio lui a scegliere questo strano nome per la band, e ci racconta come, dopo essersi lasciato con la sua fidanzata, iniziò a scrivere un libro che trattava della figura di un messia di nome Edward Sharpe. Dice Ebert: “Sharpe era stato mandato sulla Terra per guarire e salvare l'umanità, ma continuava a farsi distrarre dalle donne e ad innamorarsi.” Invece il termine “and the Magnetic Zeros”, si riferisce all’ insieme di tutti i componenti del gruppo, delle loro musiche e voci, prima tra tutte quella della talentuosa cantante Jade Castrinos, che Ebert incontrò in un bar di Los Angeles e con la quale diede vita alla band nel 2005.


La loro musica spazia tra il rock, folk e pop, ed è caratterizzata da quell' idea di libertà tipica degli anni ’60 ’70 in pieno stile hippie. La loro volontà è quella di liberarsi dalle limitazioni che oggi la società ci impone, e per farlo ricorrono a una delle arti più libere per antonomasia: la musica. E ci riescono proprio bene.


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Radiohead - Paranoid Android

Paranoid Android è la seconda traccia dell'album OK Computer, terzo album uscito nel 1997 della band inglese Radiohead. La rivista musicale Rolling Stones l'ha inserita al 256° posto della classifica delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi.
Il testo dai toni cupi è stato scritto direttamente dal cantante Thom Yorke. La musica è stata ispirata da Happiness Is a Warm Gun dei The Beatles e da Bohemian Rahpsody dei Queen; anche se Ed O'Brien nega che abbiano voluto scrivere la Bohemian Rhapsody degli anni '90, e Johnny Greenwood considera esagerato paragonarla in quanto la loro canzone è più semplice di quella dei Queen. Il titolo si ispira a Marvin l'androide paranoide protagonista del romanzo di Douglas Adams Guida galattica per gli autostoppisti.
Il videoclip è un cortometraggio d'animazione che vede protagonista Robin un personaggio disegnato da Magnus Carlsson (fondatore di Filmteckarna  e Happy Life, due case di produzione note per spot e video musicali). I Radiohead dopo aver visto il cartone su Channel 4 contattarono Magnus Carlsson per il video della canzone.



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Correre dietro alle donne

Correre dietro alle donne non ha mai fatto male a nessuno; è raggiungerle che è pericoloso.

Antonio Fogazzaro
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