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Pensieri & Parole dal team di Active Media

Oasis - Champagne Supernova

Champagne Supernova è una canzone degli Oasis. Scritta da Noel Gallagher e cantata dal fratello Liam, è una traccia di oltre sette minuti che chiude (What's the Story) Morning Glory?, l'album di maggior successo del gruppo inglese, uscito nel 1995. Nonostante sia stato scelto per essere pubblicato come singolo nel 1996 solamente in Australia, Francia, Stati Uniti e Nuova Zelanda, la canzone riuscì a vincere il disco d'oro con 500.000 copie vendute negli Stati Uniti ed il disco d'argento nel Regno Unito con oltre 200.000 copie vendute. Secondo un aneddoto, il titolo Champagne Supernova venne in mente a Noel guardando un documentario sullo champagne, mentre ascoltava contemporaneamente l'album Bossanova dei Pixies. Il significato del titolo e del testo sono di difficile interpretazione; anche lo stesso Noel nel 2005 ha dichiarato di non essersi ancora fatto un'idea precisa, per poi affermare successivamente sul sito ufficiale della band:









« Alcune della parole sono state scritte quando ero un po' fuori di testa: Un giorno mi troverai/ intrappolato sotto una frana/ in una supernova di champagne nel cielo. Non penso che arriverò mai ad essere più psichedelico di così. Significa tante cose diverse, a seconda dello stato d'animo in cui mi trovo. Se sono di cattivo umore essere 'intrappolato sotto una frana' è come essere soffocati. La canzone è un po' un racconto epico: riguarda quando eri giovane, e vedevi le persone nei gruppi e pensavi a cosa avessero fatto per te, e non avevano fatto nulla. Da ragazzo credevi sempre che i Sex Pistols avrebbero conquistato il mondo e ucciso tutti nel mentre. Band come i The Clash si sono esaurite. Il punk rock doveva essere la rivoluzione ma che cosa ha fatto? Un cazzo. La roba di Manchester doveva essere il più grande movimento sulla terra ma non è stato un cazzo. Quando abbiamo iniziato abbiamo deciso che non avremmo fatto nulla per nessuno, che avremmo solo lasciato una manciata di grandi canzoni. Ma alcune della parole del brano sono davvero senza significato. Una parte riguarda Brackett, il maggiordomo che era nella serie per bambini Camberwick Green, o forse Chigley, o Trumpton, o qualcosa. Ci metteva venti minuti per attraversare il salone. E poi non riuscivo a pensare a qualcosa che facesse rima con salone (hall) a parte palla di cannone (cannonball), così ho scritto: Camminando piano nel salone/ più veloce di una palla di cannone e le persone dicevano Wow, cazzo che roba. C'è anche la frase Dov'eri mentre noi ci stavamo sballando? (Where were you while we were getting high?), perché è quello che noi ci dicevamo sempre l'un l'altro. Ma il numero di persone che hanno iniziato a chiamare i locali Champagne Supernova è fottutamente incredibile. E l'album non era stato ancora pubblicato. »


Dopo l'abbandono da parte di Noel nel 2009, Champagne Supernova è diventata l'ultima canzone originale ad essere suonata dagli Oasis.



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The Black Keys - Lonely Boy, l'uomo che da solo conquista il mondo

È la canzone più famosa della band, la canzone che ha ricevuto più premi, la più criticata dalle riviste musicali, Rolling Stone afferma "Desiderio frustrato è il tema apparente della canzone...ma per i fans dei Keys, questo è un chiaro successo di una gratificazione istantanea". Con il video che ha riscosso sole nelle prime 24 ore dalla data della sua pubblicazine 400.000 visualizzazione nel web, Lonley Boy, rende il duo americano, The Black Keys, formatosi a Akron Ohio nel 2001, una delle band più famose al mondo in questo momento.


Il singolo e canzone di apertura dell’album El Camino, rilasciato nell’ottobre del 2011, raggiunge subito le vette delle classifiche di tutte le radio americane e non solo: Alternative Songs chart negli Stati Uniti, Alternative Rock and Active Rock charts in Canada. È la numero due della classifica Australian Singles chart, infine premiata alla cinquantacinquesima edizione dei Grammy Awards come miglior canzone rock e come miglior esibizione rock, riceve anche la nomination al Record of years.


La canzone scritta dai due componenti della band, Dan Auerbach e Patrick Carney, è composta solo da tre accordi e suonata in chiave di Mi minore, un classico giro blues.


Il video, interpretato dall’attore, musicista, e guardia del corpo part-time Darrik T. Tuggle, che danza all’entrata di un motel, è girato in una sola sequenza. T. Taggle ha dichiarato che ha dovuto impiegare del tempo per imparare la canzone per poi sincronizzare i movimenti con il labiale. Il video rappresenta proprio un Lonley Boy, un ragazzo solitario o in questo caso un ragazzo  che balla da solo; è molto divertente forse anche perché, come dichiara l’attore, cerca di riprodurre lo stile di ballo di John Travolta  in “La febbre del sabato sera” e “Pulp Fiction” e anche un po’ quello di Michael Jackson.


Il brano senza dubbio sprigiona la potenza del blues rock, punto di forza della band, e come afferma Kitty Empire di The Observer “È difficile resistere al movimentato e orecchiabile singolo”.


Il singolo inoltre viene usato come soundtracks in diverse occasione, come nel videogioco Need For Speed: The Run and Forza Horizon.


[youtube http://www.youtube.com/watch?v=a_426RiwST8?rel=0&controls=0&showinfo=0&w=640&h=360]
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Contro l’arroganza degli estremisti: anch’io sono Malala

Ottobre 2012, un giorno ordinario nella valle dello Swat, in Pakistan. Un gruppo di ragazze esce da scuola e attraversando la strada, si reca nei pressi del bus che le riporterà a casa; all’improvviso un uomo sale sul veicolo e spara tre proiettili; tra le ragazze ce n’è una tutt’altro che ordinaria; il suo nome è Malala, ha appena quindici anni e quel giorno sarà colpita in pieno viso da uno dei proiettili. La colpa di Malala Yousafzai è stata quella di essersi esposta contro l’estremismo, contro i Talebani; ha voluto gridare al mondo la sua voglia di imparare, di studiare, di istruirsi e per questo dovrà morire.

Ma la forza di questa ragazza  è tale da portarla miracolosamente alla guarigione, inizia così il viaggio di una ragazzina che passerà in poco tempo dalla valle in cui è nata all’assemblea generale delle Nazioni Unite.

Un diario ha reso famosa Malala (scritto in Urdu per la Bbc e dove denuncia la situazione di Mingora, sua città natale), un supporto cartaceo sul quale annotare i proprio pensieri e che ha iniziato ad esser parte della sua quotidianità quando aveva soltanto undici anni; il suo è un diario particolare, di una certa caratura intellettiva, dai testi e dai concetti impegnati socialmente e politicamente.

Esempio eloquente ne è questo passo: “Ho fatto un sogno terribile ieri, con gli elicotteri militari e i talebani.  Faccio questi incubi dall’inizio dell’operazione dell’esercito a Swat. Mia madre mi ha preparato la colazione e sono andata a scuola. Avevo paura di andare perché i talebani hanno emanato un editto che proibisce a tutte le ragazze di frequentare la scuola, solo 11 compagne su 27 sono venute in classe, il numero è diminuito a causa dell’editto dei talebani. Per la stessa ragione, le mie tre amiche sono partite per Peshawar, Lahore e Rawalpindi con le famiglie. Oggi mentre tornavo a casa, ho sentito un uomo che diceva “Ti ucciderò”. Ho affrettato il passo, guardandomi alle spalle per vedere se mi seguiva. Ma con grande sollievo mi sono resa conto che parlava al cellulare. Minacciava qualcun altro.”

Uno stralcio di vita per capire contro cosa questa ragazza si batte, per comprendere le sue paure e partecipare alla sua battaglia mentre il rumore degli spari riempie le notti pakistane; si deve indubbiamente elogiare l’audacia con cui la giovane denuncia un regime che le vieta di istruirsi e la priva di diritti fondamentali.

L’attivista resta, ad oggi, un obiettivo per i Talebani. Lo ha dichiarato il portavoce del gruppo pakistano Shahidullah Shahid in un’intervista alla Cnn; “Considerando il fatto che continua la sua propaganda contro i Talebani, ha detto Shahid, Malala resta un obiettivo da colpire, se ce ne sarà la possibilità.”

Ma per la forza con cui ha affrontato ed affronta tutto questo, Malala (che scrive con lo pseudonimo di Gul Makai, “fiore di mais”), ha ricevuto il premio Sakharoz per la libertà di pensiero, che ha lo scopo di premiare personalità che si ergono a difesa dei diritti umani e delle libertà individuali; riconoscimento con cui sono stati insigniti personaggi del calibro di Nelson Mandela e Aung San Suu Kyi e per cui la giovane pakistana è stata preferita ad altri candidati, tra cui ricordiamo: Edward Snowden, l’ex funzionario della National security agency che ha aperto il caso Datagate, il russo Mikhail Khodorkovsky, oppositore di vecchia data al governo di Vladmir Putin e l’uomo che durante la rivolta del parco Gezi di Istanbul rimase in piedi per ore davanti alla bandiera turca, per protestare pacificamente contro il governo di Erdogan.

Il 01 febbraio del 2013, il partito Laburista Norvegese promuove in via ufficiale la sua candidatura al Premio Nobel per la pace e Malala diventa la candidata al premio più giovane mai esistita, basti pensare che l’età media di coloro che lo hanno ricevuto è di 62 anni.

Ha la voce ferma questa giovane donna e la ostenta nella piena consapevolezza di essere un simbolo;ferita per aver difeso le donne ed il loro diritto allo studio, si è poi posta con forza contro i Talebani, preoccupati a suo dire, della forza dell’istruzione, specialmente quella femminile; perché l’integralismo teme il cambiamento, l’uguaglianza all’interno della società e soprattutto l’autonomia della donna.

L’integralista resta ostinato e cieco nella sua visione, falsificando l’Islam e stravolgendone la visione nel mondo occidentale; ma la maggioranza dei musulmani è scesa in piazza a manifestare per Malala, per le vittime (anche musulmane) dell’ 11 settembre, per l’uccisione dell’ambasciatore statunitense Christopher Evans, ucciso a Bengasi nel 2012.

Malala dimostra che nel mondo non c’è più posto per la fede criminale, la sua storia è una rivoluzione che vuole dar voce ai sessantuno milioni di bambini a cui viene negata l’istruzione, bisogna lottare perché un libro ed una penna sono armi che possono cambiare il mondo.

E mentre nel suo paese si continuano a diffondere teorie di cospirazione per diffamarla, lei diventa anche il simbolo dell’emancipazione femminile. A sostegno di tutto ciò, anch’io sono Malala, Malala sono tutte le donne oppresse che combattono per i propri diritti, che si ribellano ai soprusi, che non sono subordinate a niente e a nessuno.

Perché in fondo la rivoluzione si fa così. Senza paura.
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Viaggio... interiore

"Non smetteremo di esplorare
E alla fine di tutto il nostro andare
Ritorneremo al punto di partenza
Per conoscerlo per la prima volta"

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I libri che lasciano senza fiato

"Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira."


J. D. Salinger

 
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